Sabato a Pescara si ride con Pucci «Humor di qualità»

21 Ottobre 2014

PESCARA. Una serata all’insegna dell’allegria e della spensieratezza, ma senza dimenticare i contenuti. Questa la ricetta del buonumore proposta dal l’irriverente comico e cabarettista milanese...

PESCARA. Una serata all’insegna dell’allegria e della spensieratezza, ma senza dimenticare i contenuti. Questa la ricetta del buonumore proposta dal l’irriverente comico e cabarettista milanese Andrea Pucci, che sabato sera porterà in scena al Teatro Massimo di Pescara il suo nuovo spettacolo “C’è solo da ridere”.

La quotidianità sarà al centro del frizzante monologo con cui l’artista divertirà il pubblico del Teatro Massimo: si andrà dal racconto del rapporto con la mamma a quello della sua adolescenza, passando per la vita di coppia e gli inizi della sua carriera, partita nel 1993 dall’esilarante trasmissione “La sai l’ultima?”. Insomma, un sabato sera tutto da ridere. Classe 1965, al secolo Andrea Baccan, alla satira politica preferisce quella di costume. Osservatore attento degli sviluppi sociali, l’artista milanese ama rievocare le situazioni grottesche. Ha debuttato come protagonista assoluto nel laboratorio Progetto Derby, contenitore comico del Teatro Derby curato da Teo Teocoli e Mario Lavezzi. E’ stato, per diverse edizioni, ospite fisso della trasmissione “Quelli che il calcio”, con la conduzione di Simona Ventura. Da dieci edizioni, invece, fa parte del cast del programma televisivo “Colorado”. Andrea Pucci promette un mare di risate e presenta ai lettori del Centro il suo nuovo show, con cui torna a divertire l’Abruzzo. «È la mia prima volta in Abruzzo a teatro, ma è una regione che conosco bene: ci ho fatto tante serate», ha raccontato l’artista. L’organizzazione della tappa pescarese dello spettacolo di Pucci è a cura di Best Eventi.

“C’è solo da ridere”... Uno spettacolo all’insegna della leggerezza e della spensieratezza sin dal titolo. Lei come lo presenterebbe ai nostri lettori?

«E’ uno spettacolo accessibile a tutti. Parlo di quello che è accaduto a tutti nella vita, dall’infanzia alla maturità. Racconto usi e costumi degli italiani, situazioni che tutti hanno vissuto nel lavoro, nella vita di coppia, nelle amicizie».

Oggi si vuole ridere. Quanto più di ieri?

«La gente vuole ridere tantissimo, ma senza dubbio vuole anche la qualità. Il pubblico vuole ridere con spensieratezza e contenuti. La gente è stanca della superficialità».

Nei suoi spettacoli ama coinvolgere il pubblico, proprio perché le storie da lei proposte interpretano in chiave comica la quotidianità e, come ci ha spiegato prima, possono essere vissute e condivise da tutti. In che modo lo spettatore viene coinvolto nello show? Il pubblico viene interpellato tante volte durante lo spettacolo...

«Sicuramente coinvolgerò qualcuno anche a Pescara. Il pubblico che assiste ai miei show è molto vario. Sono molto contento del fatto che ci sono tantissimi giovani che mi aspettano per salutarmi fuori dal camerino, perché si rivedono in ciò che narro».

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