«Sacrificati al cemento 114 alberi»

Via Boccaccio, continua la protesta degli ambientalisti dopo il taglio di pini e cipressi
MONTESILVANO. Non si arrestano le polemiche sul taglio dei 114 alberi, tra pini e cipressi, nell’area ex Fea di via Boccaccio. A schierarsi contro l’amministrazione comunale questa volta sono la delegazione Co.n.al.pa. Pescara-Chieti, la sezione Aiapp (Associazione italiana di architettura del paesaggio) Abruzzo-Lazio-Molise-Sardegna e l'organizzazione regionale Pro Natura Abruzzo. «Le nostre associazioni sono sempre state a favore di opere di riqualificazione e rigenerazione urbana, per il miglioramento del paesaggio e per la conservazione del verde storico», evidenziano. «Purtroppo, quanto accaduto nel parco ex-stazione Fea si dimostra prepotentemente un'opera di deforestazione sconsiderata che ha un preciso fine, quello di riconvertire l'area a parcheggio, con elogio dell'asfalto e del cemento. E' l'ennesima occasione mancata per rigenerare un'area verde e metterla a disposizione dei cittadini». Le associazioni, pur riconoscendo lo stato di degrado dell’area, attualmente oggetto di un ampio intervento di riqualificazione, ritengono che forse qualche albero poteva essere salvato. «La riqualificazione del verde urbano non nasce dall'abbattimento totale di centinaia di alberi», proseguono. «Rigenerazione del verde significa cura e conservazione dell'esistente, riqualificazione parchi e aree degradate, evitando di cementificare e asfaltare tutto. Il boschetto poteva essere migliorato e riconvertito a parco pubblico».
Gli ambientalisti, che si dicono scettici anche sulle tipologie di piante individuate per sopperire al taglio degli alberi, temono poi che l’annuncio dell’amministrazione che verranno ripiantati 230 alberi possa non rivelarsi concreto.
«Come associazioni», sottolineano, «non abbiamo mai creduto ai numeri sparati sui giornali e guardiamo sempre alla qualità, all'aspetto tecnico troppe volte disatteso, a come vengono curati gli alberi nei primi anni, a come vengono gestiti nel tempo, a come vengono piantati e in che tipo di terreni avviene la messa a dimora. Dovremmo aspettare 30-40 anni per vedere i nuovi benefici dei giovani alberi. Sarà una lunga attesa». (a.l.)

