Saldi estivi, le associazioni chiedono una data unica

21 Giugno 2021

Taucci (Confesercenti): l’avvio deve essere uguale a quello delle regioni confinanti Salce (Cna): cominciare gli sconti troppo presto significa rallentare oggi le vendite

PESCARA. Sì al rinvio dei saldi a fine luglio, purché si vada a braccetto almeno con le regioni confinanti, per non rischiare di dirottare lo shopping in altri territori. È la posizione condivisa da quasi tutte le associazioni di categoria di Pescara, che questa mattina si siederanno al tavolo di confronto convocato dall'assessore al Commercio e alle attività produttive Alfredo Cremonese e dalla consigliera comunale Zaira Zamparelli.
Alle 10 i rappresentanti di Confesercenti, Confcommercio, Cna, Confartigianato, Casartigiani, Ascom e l’unione provinciale degli artigiani (Upap Clai) si riuniranno per esprimere la propria posizione in merito alla possibilità di rinviare al 24 luglio i saldi fissati a livello nazionale per il 3 luglio, prendendo spunto dalla deroga fatta dalla Puglia.
Nei giorni scorsi i commercianti del capoluogo adriatico avevano espresso la loro contrarietà sulla decisione di far cominciare le promozioni nel pieno della ripartenza dello shopping. «Avevamo dato già un'indicazione a livello nazionale», ricorda Gianni Taucci, direttore di Confesercenti «sulla necessità di far cominciare i saldi almeno nella metà di luglio. Siamo d’accordo sul posticipo, ma parlare oggi di questa possibilità, a pochi giorni dalla data già fissata, è fuori tempo. La decisione sui saldi deve essere univoca a livello nazionale. Se l’Abruzzo posticipasse al 24, con le regioni confinanti e le vendite online ferme sul 3, si rischierebbe di dare il colpo di grazia a tutto il commercio. Il caso della Puglia è a sé, perché parliamo di una regione che si sviluppa su 400 chilometri e con milioni di turisti».
«Compatibilmente con quello che dispone la legge regionale e tenendo presente di ciò che accade nelle regioni confinanti, riteniamo opportuno uno slittamento dell’inizio dei saldi», rimarca Carmine Salce, direttore di Cna. «Le quattro province abruzzesi hanno caratteristiche diverse e bisogna evitare fughe tra una regione e l’altra. Bisogna trovare una condivisione, perché fissare l’inizio degli sconti troppo presto significa anche rallentare oggi le vendite ordinarie di cui le attività hanno estremo bisogno».
«Le decisioni sui saldi sono state già prese a livello regionale», sottolinea il presidente di Confcommercio, Riccardo Padovano, «quindi non comprendo appieno le ragioni di questo incontro a pochi giorni dall’inizio dei saldi. Bisogna tenere ben presente cosa faranno le regioni confinanti. La Puglia è molto più grande dell’Abruzzo, ha investito tantissimo sul turismo salentino e non corre il rischio di vedere migrazioni in territori confinanti per lo shopping. Rischio reale per l’Abruzzo».
«Da sempre ci stiamo battendo per il posticipo dei saldi», ricorda il direttore di Confartigianato Fabrizio Vianale. Anni fa avevamo anche promosso una raccolta firme tra i commercianti di Pescara, perché crediamo che la stagione degli sconti debba iniziare il più tardi possibile. Con la riapertura delle attività e la ripresa della vita sociale, tutto dovrebbe essere posticipato. È necessario però un allineamento con le regioni confinanti, come avevamo già ribadito ai tavoli regionali a suo tempo». Non ha dubbi neanche Casartigiani con Dino Lucente che, senza se e senza ma, ritiene «necessario slittare i saldi al 24 luglio. Oggi le persone non si muovono molto e lo shopping si concentra nelle località di mare».
In base a ciò che emergerà dalla riunione di oggi, le associazioni provinciali dovranno confrontarsi con i livelli regionali, per indicare una posizione univoca all'assessore regionale Daniele D'Amario.
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