Sale scommesse, la protesta in Regione

26 Maggio 2020

Operatori abruzzesi manifestano all’Aquila per chiedere aiuto a Marsilio: «Fateci riaprire in sicurezza prima del 14 giugno»

L’AQUILA. Tra i settori per i quali la fase 2 non è ancora iniziata c’è quello del gioco pubblico. Mentre gran parte delle aziende e delle attività commerciali sono ripartite, sale slot, sale bingo e agenzie di scommesse sono ancora chiuse e lo rimarranno fino al 14 giugno. Così ha stabilito il Dpcm firmato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte il 17 maggio. «Siamo stati assimilati a locali di intrattenimento e discoteche ma è evidente che in quei posti il rischio di assembramento è molto più elevato», dicono gli operatori del comparto, una cui delegazione - composta dai rappresentanti territoriali Luca Paiola, per la provincia dell’Aquila; Angelo De Cecco per Chieti; Daniele Petrini per Pescara e Rudy Iaconi per Teramo - ha incontrato ieri all’Aquila, a palazzo Silone, il presidente della Regione Marco Marsilio e gli assessori Mauro Febbo (Attività produttive) e Guido Liris (Bilancio). Prima della riunione, all’esterno del palazzo è andato in scena anche un sit-in di protesta. «Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica sulle nostre problematiche», afferma Luca Paiola. «I nostri collaboratori sono ancora senza l’assegno della cassa integrazione, che non è arrivato nella stragrande maggioranza dei casi. Ma oltre a dover fare i conti con gli effetti del lockdown, abbiamo anche difficoltà di accesso al credito e ai prestiti garantiti dallo Stato. Le banche spesso si nascondono dietro codici etici negandoci mutui e finanziamenti. Ma noi gestiamo attività autorizzate dallo Stato».
LE RICHIESTE. La delegazione ricevuta ieri a palazzo Silone ha chiesto alla giunta regionale di fare pressing sul governo affinché la situazione possa essere sbloccata prima del 14 giugno e di preparare un protocollo di sicurezza con indicazioni precise sulle modalità con le quali dovranno essere riorganizzate le agenzie. «A Marsilio», dice Paiola, «abbiamo domandato anche di rimuovere l’articolo 32 dell’ordinanza 59, ripreso anche dall’ordinanza 62, nel quale si vieta la ripartenza del comparto. Non possiamo essere considerati come i locali di intrattenimento o le discoteche».
I NUMERI. In Abruzzo le agenzie di scommesse e i punti di raccolta sono complessivamente 2.308. Il settore del gioco pubblico dà lavoro a 7.330 persone. A queste si aggiunge un indotto di altri 5mila lavoratori e di 1.380 tabaccai.
Le sale scommesse sportive sono invece 310 per 930 occupati, più un indotto di altri 400 dipendenti. In Italia i lavoratori diretti del comparto sono 75mila, mentre le attività 65mila per un giro di affari di circa 10 miliardi di euro.
L’INCONTRO. «La Regione è favorevole alla nostra ripartenza. Marsilio ha spiegato che l’articolo 32 dell'ordinanza 59 è solo un recepimento di quanto stabilisce il Dpcm del Governo. Il presidente si è impegnato a sostenere, alla prima conferenza Stato-Regioni utile, che dovrebbe tenersi venerdì, la nostra causa», conclude Paiola al termine dell’incontro. «All’assessore Febbo abbiamo consegnato anche una prima bozza del protocollo sulla sicurezza, sul quale, ci è stato assicurato, si lavorerà da subito affinché possiamo essere pronti al momento della riapertura con quello definitivo. Abbiamo bisogno di tornare a operare e lo vogliamo fare con il massimo della sicurezza, per noi e per i nostri clienti. Ringraziamo Marsilio, Febbo e Liris per la sensibilità, considerando che si trattava del primo faccia a faccia della nostra categoria con una Regione. Si tratta di un passo importante, ma se le nostre richieste dovessero rimanere inascoltate, siamo pronti a scendere in piazza contro il governo».
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