«Sale studio aperte nei week-end» Gli universitari tornano alla carica

29 Gennaio 2019

Gli studenti vogliono un posto nei fine settimana dove ritrovarsi per preparare gli esami Dopo la petizione con mille firme, ora chiedono un impegno ai candidati delle elezioni regionali 

PESCARA. Un anno fa hanno raccolto più di mille firme in appena quattro giorni per chiedere alle istituzioni l’apertura di sale studio anche nei fine settimana.
Ma, nonostante la mole di sottoscrizioni e le successive richieste inoltrate alla Regione, quell’appello del popolo universitario pescarese è rimasto inascoltato.
L’IMPEGNO DELLA POLITICA. Oggi, in piena campagna elettorale, gli studenti dell’ateneo D’Annunzio rilanciano l’idea e chiedono un impegno concreto a tutti i candidati di qualsiasi schieramento politico in corsa per una poltrona in Regione.
«La nostra è una richiesta trasversale che rivolgiamo a tutti», spiega lo studente pescarese Gianmarco Girolami, che è stato il promotore della petizione “Apertura di un'aula studio nel weekend a Pescara” sulla piattaforma change.org, «non vogliamo che diventi materia di propaganda elettorale, ma speriamo vivamente che la prossima giunta regionale si faccia carico di un problema che tra noi studenti è molto sentito. È assurdo che una città come Pescara, che accoglie migliaia di ragazzi fuori sede, non abbia spazi pubblici in cui noi ragazzi possiamo studiare liberamente e gratuitamente anche il sabato e la domenica».
CENTRO LO SPAZ. Fatta eccezione per il centro aggregativo Lo Spaz, che però si trova in via del Circuito, lontano dall’ateneo e quindi difficilmente raggiungibile da chi non guida o dai fuori sede, non ci sono altri luoghi in cui gli studenti possano riunirsi per preparare gli esami o ripassare le lezioni.
Il sabato e la domenica, infatti, restano chiuse le sale studio dell’università in viale Pindaro, le biblioteche provinciale e regionale e i locali dell’Adsu di pertinenza dell'ateneo in viale Marconi.
SI STUDIA AL BAR. «Siamo costretti ad andare al bar», evidenzia ancora Girolami, «o, peggio, a vederci per strada. Da febbraio scorso, dopo la raccolta firme, abbiamo inoltrato email su email a Regione e Adsu. L’Adsu non ha mai risposto, la Regione non ci hai mai incontrati. Stiamo portando avanti questa battaglia senza l’ausilio di alcuna forza politica o associazione universitaria. Fatta eccezione per l’associazione apartitica Enjoy progress, siamo stati lasciati soli. Ma comunque non ci abbattiamo: ho preso un impegno con mille studenti e studentesse e voglio portarlo avanti, a costo di incatenarmi. Sono consapevole che la petizione non abbia valore giuridico, ma dimostra la grossa richiesta di spazi pubblici che c’è tra gli universitari, visto che è stata sottoscritta da più di mille studenti e studentesse in appena quattro giorni».
L’ASSOCIAZIONE. L’appello rilanciato oggi dagli universitari, di cui Girolami è portavoce, è rivolto a tutti i candidati di qualsiasi colore politico. Venerdì scorso una delegazione di studenti, parte dell’associazione apartitica Enjoy progress, ha incontrato l’assessore comunale Giovanni Di Iacovo, candidato alle regionali. Ma ovviamente l’appello degli studenti è rivolto ai politici di tutti i colori, nella speranza che qualcuno lo raccolga.
«È il primo che assume pubblicamente l'impegno di portare avanti questa battaglia anche in regione», rimarca Girolami, «ma ovviamente questa sfida è aperta a tutti. Gli spazi pubblici disponibili ci sono, basti pensare ai locali dell’Adsu in via Marconi, di fronte alla mensa universitaria, dove già sono attive dal lunedì al venerdì aule studio e una sala informatica. Basterebbe impegnarsi a tenerle aperte anche nel week-end e magari pubblicizzarle di più nell’ateneo per farlo sapere al maggior numero possibile di ragazzi fuori sede».
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