Salgono a 112 i casi positivi Contagiato un centenario

15 Marzo 2020

In corso altri trecento tamponi: i numeri in regione sono destinati a crescere

PESCARA. Quota cento superata: i contagiati dal coronavirus salgono a 112. In poche ore in Abruzzo se ne sono aggiunti ben ventitré. Tra questi, oltre a persone giovani, c'è anche un centenario di Penne. Quattordici i pazienti ricoverati in terapia intensiva in gravi condizioni. Incessante il lavoro del laboratorio della Asl di Pescara, ormai operativo ventiquattr'ore su ventiquattro: oltre 1.200 i test eseguiti dall'inizio dell'emergenza e almeno trecento i tamponi che devono essere analizzati in queste ore, cui si aggiungono quelli che continuano ad arrivare da tutta la regione. I numeri sono destinati a crescere: è una vera e propria corsa contro il tempo per cercare di contenere la diffusione del virus attraverso nuove maxi misure per rallentare il picco di contagi.
NUOVI PAZIENTI. Nel corso della mattinata arrivano i primi risultati. Dodici i casi positivi. Riguardano tutti la Asl di Pescara. Ci sono un 56enne e un 77enne del capoluogo adriatico, un 93enne e una 90enne di Loreto Aprutino, una 89enne di Picciano, un 70enne di Moscufo, una 85enne di Alanno. Altri cinque pazienti sono di Penne: due uomini, di 63 e 84 anni, e tre donne, di 82, 83 e 88 anni. Nel pomeriggio, poi, si concludono le analisi su un'altra batteria di tamponi. Dieci, in questo caso, le persone positive al Covid-19: un 56enne di San Benedetto dei Marsi, un infermiere 31enne originario di Cappelle sul Tavo e residente a Spoltore, un 51enne di Pescina, una 82enne di Lanciano, un 84enne di Castiglione Messer Raimondo, una 36enne, una 67enne e un 54enne di Pescara, una 61enne di Civitella Casanova e una 75enne di Guilmi.
CENTENARIO POSITIVO. A questi si aggiunge, sempre a Penne, un uomo di 100 anni. L'anziano resta ricoverato nell'ospedale del capoluogo vestino, in quanto le sue condizioni sono pienamente compatibili con una gestione che non necessita di ambienti a pressione negativa.
IN RIANIMAZIONE. Del totale, 51 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; quattordici, invece, in terapia intensiva. Le condizioni delle persone in rianimazione sono giudicate stabili; prosegue la sperimentazione del Tocilizumab, il farmaco per l'artrite, e nelle prossime ore si dovrebbero vedere i primi effetti. Gli altri sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
TAMPONI A TAPPETO. Considerato che il sistema sanitario, al Nord e, ancora di più, al Sud, rischia di collassare a causa dei tanti pazienti ricoverati, il Governo studia nuovi modi per contenere il contagio. Tra le maxi misure per rallentare il picco di diffusione, secondo indiscrezioni, vi sarebbe un piano che prevede tamponi a tappeto sui cittadini, così da scovare anche i soggetti asintomatici, ma contagiosi. Potrebbe tornare utile, in tal senso, la richiesta formalizzata alla Regione dal direttore generale della Asl di Chieti, Thomas Schael, che propone di autorizzare il Centro di Scienze e Tecnologie avanzate dell'Università d'Annunzio a eseguire i test per la ricerca del Covid-19. La struttura dell'ateneo, che è dotata di tutti gli standard di sicurezza necessari per l'esecuzione delle analisi sul coronavirus, si è già messa a disposizione. Una soluzione del genere consentirebbe non solo di alleggerire il carico di lavoro del laboratorio di Pescara, ma, in prospettiva, anche di poter eseguire un numero sempre maggiore di test. I tempi di diagnosi, d'altronde, in un'epidemia sono fondamentali: prima si riesce ad accertare la positività di un soggetto, prima si mettono in isolamento tutti i suoi contatti, contenendo così la diffusione del virus.
CENTINAIA IN QUARANTENA. Diverse centinaia, infatti, in Abruzzo, le persone al momento in isolamento, perché entrate in contatto con i pazienti risultati positivi. In quarantena, inoltre, numerose persone rientrate nei giorni scorsi dal Nord Italia. Solo nel Teramano, ad esempio, sono 162 coloro che stanno trascorrendo a casa i 14 giorni previsti dal protocollo.
POSTI LETTO. Gli ospedali abruzzesi stanno lavorando senza sosta per ampliare il numero dei posti letto disponibili, soprattutto in terapia intensiva, in vista di un aumento dei pazienti Covid-19. Se la Asl di Pescara è già riuscita ad allestirne di nuovi, al San Salvatore dell’Aquila è in corso la predisposizione di posti letto aggiuntivi. L’ospedale del G8, complesso realizzato nel post terremoto per il summit internazionale, sottolinea il governatore Marco Marsilio, «diventa una risorsa: saranno operativi sei posti per la terapia intensiva e 24 per quella sub intensiva. Una capacità di 30 posti ampliabile fino a 42».
DIMESSI. Nel caos di una situazione difficile, non mancano le buone notizie. L'uomo considerato il “paziente 1” abruzzese, cioè il 50enne della bassa Brianza che era a Roseto degli Abruzzi nella casa estiva, è stato dimesso dall'ospedale di Teramo e con lui la moglie e i due figli piccoli, pure risultati positivi al coronavirus. Le loro condizioni sono migliorate e hanno finalmente potuto lasciare la struttura sanitaria.
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