Salta l’accordo sulla bonifica di Bussi

31 Ottobre 2015

Ministero e Regione disertano la Conferenza dei servizi. Solvay: ora faremo da soli. Il sindaco: la situazione è drammatica

BUSSI SUL TIRINO. Salta l’accordo di programma sulla bonifica e la reindustrializzazione del sito industriale di Bussi. Deluso e amareggiato il sindaco Salvatore Lagatta che aveva meticolosamente preparato il testo per arrivare al quale ha lavorato instancabilmente per anni.

«È una situazione drammatica, non si può giocare sulla pelle degli occupati e dei disoccupati di Bussi, per non parlare dei terreni che necessitano di essere bonificati. Chi non ha consentito la firma di questo accordo di programma dovrà assumersi le sue responsabilità», dice il primo cittadino dopo la mancata ratifica dell’accordo di programma sulla bonifica e la reindustrializzazione del sito industriale di Bussi, al centro di uno dei più grandi scandali ambientali in Europa e di una grave crisi occupazionale.

Al tavolo dei lavori sono mancati il ministero dell’Ambiente e la Regione Abruzzo. Lagatta pensa soprattutto a quanto ha annunciato da mesi la Solvay che aveva posto come pregiudiziale la firma di un accordo entro il 31 ottobre, data oltre la quale l’azienda si sarebbe sentita libera di assumere altre iniziative per svincolarsi dal sito industriale inquinato.

Decisiva è stata la linea assunta dal direttore generale del ministero dell’Ambiente Maurizio Pernice che ha di fatto bocciato la bozza dell’accordo, avanzando una serie di obiezioni. Pernice, infatti, ha sottolineato una serie di carenze formali, come l’assenza dei riferimenti normativi che consentano la partecipazione dei privati, rilevando che la titolarità dell’istruttoria in materia di bonifica spetta al commissario straordinario, e ha sollevato dubbi sulla possibilità di procedere al passaggio di proprietà dei terreni, dalla Solvay al Comune, tramite un accordo di programma visto che solo un atto di diritto privato può produrre tale effetto. Altri dubbi sono stati espressi sulla riperimetrazione delle aree e sulla copertura, per 6 anni, da parte della Solvay, della barriera idraulica. La Regione, con una comunicazione, si è dichiarata in linea con il ministero dal quale attende le risoluzioni ufficiali. In ogni caso, Lagatta ha fatto tesoro dei rilievi emersi e si è detto pronto, da lunedì, a presentare una bozza emendata dell’accordo.

«La Solvay ha fatto sapere che da adesso si sente libera di agire come crede», rimarca però il sindaco di Bussi, «e questo è molto pericoloso per il nostro territorio. Ho preparato il testo di questo accordo seguendo le indicazioni e le osservazioni che ho ricevuto da tutte le parti coinvolte e invece la Regione non si è neanche presentata, mentre il ministero dell’Ambiente ha presentato delle obiezioni esagerate, che avremmo potuto recepire». Quanto alle prossime mosse, conclude Lagatta: «Dovranno essere le altre parti coinvolte a chiedermi una nuova Conferenza dei servizi». (w.te.)

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