Salta la sagra dell’uva, l’opposizione accusa

5 Settembre 2022

CITTÀ SANT’ANGELO. Salta la storica sagra dell’uva, a Città Sant’Angelo, e monta la polemica. «Il cartellone degli eventi estivi dell’ “Estate Angolana” è ai minimi storici», accusanoi consiglieri di...

CITTÀ SANT’ANGELO. Salta la storica sagra dell’uva, a Città Sant’Angelo, e monta la polemica. «Il cartellone degli eventi estivi dell’ “Estate Angolana” è ai minimi storici», accusanoi consiglieri di opposizione Catia Ciavattella (Pd) e Alice Fabbiani (SI). «Se si fa un raffronto con le ridenti cittadine limitrofe, la promozione delle attività culturali e di spettacoli promosse dalle amministrazioni comunali è stata varia, attraente e partecipata, riconsegnando ai cittadini e alle attività commerciali luce dopo le scure forzate del Covid. Invece per gli angolani la delusione è tanta, soprattutto, di chi con coraggio e sacrificio ha deciso di investire a Città Sant’Angelo e di rimanere. E pensare», vanno avanti le due consigliere, «che l’Amministrazione Perazzetti, al tempo sempre critica, scalpitava per dimostrare di quanto era capace di programmare iniziative sul territorio. Oggi invece la giunta comunale composta da assessori ad hoc sia al centro storico che al turismo, ha delegato a terzi l’organizzazione di quei pochi eventi che si è degnata di proporre. Siamo ormai giunti al mese di settembre, mese della tanto amata e attesa festa patronale, per la quale la sindaca in pectore Travaglini proclamava grandi eventi, dopo tutti questi anni di stop, della storica “Sagra dell’uva” insieme alle aziende agricole angolane e alle associazioni di categoria. E invece? Neanche la Sagra dell’uva verrà organizzata. E con quale motivazione», chiedono Ciavattella e Fabbiani, «si giustificherà questa volta il sindaco Perazzetti insieme alla sua maggioranza risicata? La scusa del covid non regge più e neanche la non disponibilità delle aziende agricole in quanto nemmeno interpellate».
Di qui l’affondo a Perazzetti, neo candidato al Senato con Fratelli d’Italia: «Le mire personalistiche portano il sindaco a occuparsi della sua poltrona a ben più alti scranni invece di pensare al bene della sua città e la sua maggioranza risicata è costretta a far quadrato intorno a lui per limitare i danni. Dopo la parola rimangiata su Piano di Sacco, i proclami sulla risoluzione degli allagamenti delle strade, ecco il terzo motivo del perché viene contestata la candidatura di Perazzetti al al Senato».