Salute mentale in emergenza Le associazioni: «Fare rete»
L’AQUILA. La necessità di una rete fattiva tra territori e istituzioni: la richiesta forte è quella di aumentare gli sforzi per la tutela e la cura della salute mentale, ancor più in questo periodo...
L’AQUILA. La necessità di una rete fattiva tra territori e istituzioni: la richiesta forte è quella di aumentare gli sforzi per la tutela e la cura della salute mentale, ancor più in questo periodo di isolamento forzato e, in proiezione, guardando alle conseguenze che il lockdown e il protrarsi dell’emergenza avranno sulla popolazione.
Le associazioni Altri orizzonti, Arci Abruzzo-Molise, 180Amici L’Aquila, Cittadinanzattiva, Cosma, Percorsi, Unasam e i sindacati Cgil Abruzzo-Molise, Cisl Abruzzo-Molise, Uil Abruzzo si sono rivolti al presidente della Regione, all’assessore alla Salute, al presidente della quinta commissione del Consiglio regionale, al direttore del Dipartimento alla Salute e al welfare, ai direttori generali delle Asl e ai direttori dei Dipartimenti di salute mentale, sottoponendo le proprie considerazioni in merito ai servizi per la Salute Mentale erogati nella fase 1 e avanzando proposte per la fase 2.
L’analisi della situazione ha portato a evidenziare «marcate differenze tra le quattro province e anche tra i diversi Centri di salute mentale. Così, le prestazioni in forme individuali domiciliari sono rarissime, alcuni centri hanno addirittura sospeso le attività ambulatoriali limitandosi alle urgenze e ai pazienti non resta che un accesso telefonico; le attività riabilitative continuano, a distanza, solo grazie agli sforzi di enti del terzo settore». Da qui la proposta di far funzionare i centri di salute mentale.

