Salvatore&Ferri: l’assicurazione degli anni del boom

L’agenzia che da mezzo secolo investe su Pescara festeggia con un convegno sulle strategie nell’era dei tassi zero
PESCARA. Anche il tavolo a cui siamo seduti ha una sua storia. Perché la storia di Walter Salvatore e della sua agenzia assicurativa – a oggi la più grande in Abruzzo per portafoglio – s'intreccia con quella di Pescara, tra il boom economico e la stagione d'oro degli anni 80 e 90.
«Andò a cena in un ristorante, fece la battuta alla proprietaria, lei inaspettatamente accettò la vendita e così il giorno dopo mandò un commesso con i contanti e il fattorino per riportarselo in agenzia».
Brillante, intuitivo, con una talento innato per le pubbliche relazioni, lo raccontano così i nipoti, Emanuele Ferri, classe 1980, e Walter, classe '89, stesso nome del nonno, che oggi rappresentano la terza generazione nell'Agenzia Generale Salvatore&Ferri (già Ina Assitalia oggi Generali Italia), nel cuore della città, di fronte alla vecchia Stazione in corso Vittorio. La seconda generazione, invece, è quella dei loro genitori, i cognati Maurizio Salvatore e Carmine Ferri, che hanno preso il testimone di nonno Walter, scomparso nel 2015.
E che domani, anche per festeggiare più di mezzo secolo di attività, organizzano negli spazi di Alcyone, sulla riviera pescarese, un convegno-evento di presentazione dell'Agenzia, della Compagnia e delle "Strategie e soluzioni di investimento nell'era dei tassi zero", a cui parteciperanno soprattutto le nuove leve dell'imprenditoria cittadina: «Chi sta vivendo come noi un passaggio generazionale», spiegano i cugini Emanuele e Walter, «perché nonno e i nostri genitori ci hanno sempre insegnato a guardare prima di tutto alle dinamiche del contesto in cui viviamo».
In questo Walter Salvatore deve essere stato un maestro. Originario di Chieti, arrivò quasi controvoglia a Pescara, nel 1962, per prendere in affido l'appalto Ina di un'agenzia che avrebbe fatto la sua fortuna. «Era agente di un'altra compagnia assicurativa, si era sistemato a Bari e non era molto convinto di un mandato che comportava una responsabilità non indifferente», osservano Emanuele e Walter. «Ma la prospettiva era interessante, anche perché allora si diceva che l'agente generale dell'Ina era equiparato alle prime cariche della città».
La compagnia era pubblica, le nomine ministeriali, si assicurava tutto ciò che ruotava intorno alla pubblica amministrazione, un giro grosso. Una nuova sfida, però, si presentò nel 1992, quando Ina venne inclusa nelle grandi privatizzazioni italiane, quotata in borsa e otto anni dopo acquisita da Generali. Intanto, in agenzia erano entrate nuove forze, il genero di Walter, Carmine Ferri, sposato acon sua figlia Alessandra, e qualche anno dopo il figlio Maurizio Salvatore, soci in continuità di mandato. Erano gli anni Ottanta. Pescara cresceva esponenzialmente.
«Prima avevi la predisposizione per lavorare solo nel settore pubblico» sottolineano Emanuele e Walter «poi dovevi ricavarti mercato nel settore privato, ma nostro nonno trasformò l'esigenza in potenzialità come sempre». Erano tempi di pieno fermento per Pescara e Walter Salvatore era uno dei volti noti della città. Famose le sue feste, organizzate con la moglie Giuliana nella villa di Spoltore, una al mese, con la migliore società cittadina.
«C'erano Renato Mastrangelo di Madis Costruzioni, il marchese Tonino Cosma, Leonardo Petruzzi, Roberto Delfino, titolare del pastificio Spiga e corridore automobilistico così come Pirocchi, Giovanni Capacchietti e molti altri padri di importanti realtà produttive della città» raccontano i nipoti. Una volta ci finì a cena la Nazionale di calcio di Aldo Agroppi, dopo una partita, tramite Vincenzo Marinelli. Un'altra volta un ministro dei Trasporti in visita ufficiale a Pescara. Occasioni di svago in cui si costruiva anche un nuovo assetto sociale ed economico per Pescara.
«Nonno Walter è stato il fondatore, con altri imprenditori, del club Sea River, ha fondato una cantina, la Fattoria La Valentina, dal nome di nostra zia», madre dell'alpinista Lanfranco Castiglione, scomparso nel 2013, «insomma l'impressione, nei racconti e nei ricordi, è quella di una Pescara che faceva maggiormente squadra, che sapeva associarsi, investire insieme e divertirsi» commentano i cugini.
Oggi l'agenzia Salvatore&Ferri – fucina di professionisti che là si sono formati – rappresenta anche Das e Europeassistance, conta su 15 dipendenti, 50 collaboratori e 8 filiali. E continua a mantenere, accanto all'impegno nel settore “retail” delle famiglie e piccole attività, la propria vocazione per il settore pubblico e del corporate. Grandi aziende, grandi opere, grandi affari.
«In questo Pescara ha giocato un ruolo importante, come aveva intuito nostro nonno» spiegano Emanuele e Walter. «Abbiamo lavorato con gruppi come De Cecco, Di Vincenzo, con cui abbiamo operato per il grande cantiere del nuovo ponte sul fiume Pescara. Con il gruppo Toto siamo cresciuti insieme, dai primi appalti di movimento terra fino alla odierna Variante del Valico con la talpa Tbm, una delle più grandi opere realizzate in Europa negli ultimi 20 anni. Con il colosso delle costruzioni Astaldi, invece, ci stiamo occupando dell'operazione della metro M5 di Milano».
Bisogna crescere intuendo la città, sembra essere uno dei grandi insegnamenti di Walter Salvatore. «Stare al passo con i cambiamenti, dalle grandi aziende al piccolo risparmiatore, pensare a come si trasforma il territorio, occuparsi di consulenza non solo più in ambito assicurativo ma anche finanziario, stare dietro alle frontiere del web da intermediari 2.0, puntare su innovativi pacchetti per la prevenzione dei rischi personali e sul welfare assicurativo in un momento in cui arretra il welfare statale» affermano Emanuele Ferri e Walter Salvatore. Non sarà un caso se tutti i locali della nuova movida pescarese di piazza Muzii, proprio alle spalle dell'agenzia, sono assicurati con loro. Pescara è una città dinamica e la storia, si sa, si ripete.
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