Salvini, dopo il bagno di folla botta e risposta con il sindaco

8 Febbraio 2019

Il vice premier: «È un paese rosso? Ma se vede questa sala, gli servirà il Maalox» La replica di Lagatta: «Nessun problema, ho paura solo dell’olio di ricino»

BUSSI SUL TIRINO. A Bussi, ieri mattina, il vice premier Matteo Salvini ha ricevuto i primi applausi quando, iniziando a parlare davanti alla folla che riempiva la sala consiliare, ha scelto di stare in piedi davanti ai bussesi, affiancato dai suoi amici di partito, piuttosto che seduto dietro il tavolo. Un pubblico mai visto a Bussi, neanche nelle riunioni clou per le vicende della discarica dei veleni e dell’inquinamento del territorio. «Mi hanno detto che Bussi è uno dei paesi più rossi d’Abruzzo», ha detto Salvini, «Ma se il sindaco vede questa sala gli viene... Non so se la farmacia è aperta perché gli serve del Maalox, un tranquillante, una tisana alle erbe, una Nutella. Anzi siamo vicini a San Valentino portategli da parte mia un Bacio Perugina almeno si addolcisce». Senza fare accenno alla discarica dei veleni, Salvini a Bussi ha spaziato un po’ su tutto, a cominciare dal tema degli immigrati: «Più i miei avversari mi attaccano sul nulla, perché mangio pane e Nutella, perché metto la felpa della Polizia, perché ascolto le canzoni di Fabrizio De Andrè, più gli italiani mi amano. E se riescono a processarmi per aver impedito lo sbarco degli immigrati, mi dovranno processare per 20 anni ancora, perché continuerò ad impedire gli sbarchi. Nessuno mi farà mai cambiare idea. Con il Pd erano 5 mila gli ingressi, ora sono 200 e sono ancora troppi». Quindi i valori della famiglia: «I figli devono avere una mamma ed un papà e assolutamente no all’utero in affitto». In difesa degli ospedali che «altri hanno chiuso» e «che saranno presto all’attenzione della mia politica». Poi le infrastrutture, strade, scuole, case popolari, i bonus bebè e i bonus affitto, il rafforzamento della forza pubblica e «la riduzione della tempistica dei processi con garanzia della pena per i colpevoli e scioglimento di chi non ha commesso reati». Fino alla legge Fornero: «Sbagliata, ingiusta, da rifare». In sala applausi e ovazioni mentre Salvini ha ricordato il suo impegno per la ricostruzione post terremoto e per le famiglie delle vittime di Rigopiano con lo stanziamento di 10 milioni di euro. Alla fine centinaia di selfie e nessun commento, da parte del vice premier, rispetto a quanto allestito dal Pd locale sul colle La Parata (dove durante la Resistenza i tedeschi fucilarono 10 partigiani): un gigantesco numero 49, a ricordare al leader della Lega l’inchiesta sull’utilizzo dei fondi del partito. Nessun commento neanche alle barchette di carta posizionate dalle donne del Pd nel parco della Quercia contro la sua politica sull’immigrazione. Ha invece replicato a Salvini, a distanza, il sindaco Salvatore Lagatta: «Mi sarei aspettato dal segretario della Lega un ringraziamento per quanto fatto dai lavoratori del Comune per fargli trovare una sala agibile e pulita. Non ho alcun problema a prendere il Maalox e tantomeno le tisane. La mia paura che continuando così ci faranno prendere anche l'olio di ricino».