San Giovanni Teatino, 5 sculture traslocano nel parco
SAN GIOVANNI TEATINO. Traslocano in via Quasimodo, nel parco che il Comune sta costruendo nell’area dell’ex stadio, le cinque sculture in marmo realizzate nell’estate del 2012, da scultori...
SAN GIOVANNI TEATINO. Traslocano in via Quasimodo, nel parco che il Comune sta costruendo nell’area dell’ex stadio, le cinque sculture in marmo realizzate nell’estate del 2012, da scultori provenienti da altri continenti, nei giorni del Simposio di scultura Sculpere, promosso dall’amministrazione comunale.
Le opere sono rimaste finora in piazza Municipio, davanti a palazzo di Città. In questi giorni, gli operai dell’impresa Diodato, aggiudicataria dei lavori del parco, stanno provvedendo allo spostamento nella nuova area espositiva, che per le cinque sculture dovrebbe essere la sistemazione definitiva. Il trasferimento delle opere in via Quasimodo è stato disposto dalla giunta del sindaco Luciano Marinucci, con l’approvazione di una variante al progetto dei lavori nel parco.
«È certamente una sistemazione più adeguata a queste straordinarie opere scultoree» spiega Marinucci. «Andranno, infatti, a valorizzare un'area di circa 17mila metri quadrati che abbiamo recuperato, sottraendola a una possibile lottizzazione per 120 appartamenti, e che sta diventando il cuore verde della città. Sui prati, tra le oltre 120 piante, piste ciclabili e pedonali, sarà più gradevole ammirare e apprezzare il valore artistico delle sculture. Opere che fanno parte del patrimonio artistico di San Giovanni». Le sculture sono state realizzate da artisti che hanno partecipato, tre anni fa, al Simposio internazionale Sculpere, curato dal professor Giuseppe Colangelo. In dieci giorni, cinque famosi scultori realizzarono le opere per poi donarle alla città al termine della kermesse: l'argentino Alfredo Pecile si ispirò alla frazione di Dragonara; lo sloveno Damjan Komel raccontò l'unità di San Giovanni Teatino; l'italiano Francesco Panceri prese spunto dallo sport locale; ispirata alla natura e all’ambiente l'opera del direttore artistico Colangelo; rappresenta l’acqua come bene prezioso la scultura del giapponese Toshihiko Minamoto. «Arte in città. Arte per la città. Fu l'indovinato slogan dell'evento» ricorda la consigliera Alessia Chiacchiaretta, all’epoca assessore promotore della manifestazione - i cittadini ebbero la possibilità di assistere dal vivo alla creazione di opere d'arte che poi avrebbero abbellito e valorizzato luoghi e piazze della città».
«La collocazione delle sculture nel parco» aggiunge il vicesindaco Giorgio Di Clemente consente anche di seguire, in un’area destinata al tempo libero, un percorso artistico unico, perché collega forme espressive provenienti dai quattro angoli della terra».
Gabriella Di Lorito
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