San Giovanni Teatino, muore a 15 anni mentre gioca a pallone

Tragedia al bocciodromo. Il cuore di Luca Orsini si è fermato di colpo. Sconvolti gli amici che l'hanno visto cadere a terra
PESCARA. «Luca è a terra, si è sentito male, corri, corri mi ha detto un mio amico sbiancando. Quando sono arrivato Luca era in un pozza di sangue e dicevano che non respirava più». Ha visto il suo coetaneo di 15 anni accasciarsi al suo suolo di fronte al bocciodromo di San Giovanni Teatino dove Luca Orsini stava giocando a pallone con i suoi amichetti. Un pomeriggio di vacanza come tanti altri che Orsini, 15 anni, di San Giovanni Teatino, stava trascorrendo intorno alle 18 nell’area attrezzata del bocciodromo quando all’improvviso il suo cuore si è fermato. Gli amici l’hanno visto non seguire più la palla e cadere a terra e hanno iniziato a chiamarlo – «Luca, Luca» – fin quando l’allarme non è arrivato al 118 e il ragazzo è stato trasportato all’ospedale di Chieti. Per due ore i medici hanno cercato di rianimare Luca che non ce l’ha fatta, stroncato da un malore a 15 anni e con il sogno infranto di diventare perito agrario, la scuola dove si era iscritto proprio due giorni fa. Il papà Graziano Orsini, carrozziere con un’officina a Chieti Scalo si è precipitato prima al bocciodromo e poi all’ospedale dove i medici gli hanno comunicato che il più piccolo dei suoi figli non era riuscito a sopravvivere.
«Ho cercato di salvare Luca». Una tragedia che ha fermato il pomeriggio gioioso di tanti amici di Luca che stavano giocando nel luogo dove, in pochi attimi, sono arrivati i vigili urbani alla guida del capitano Lorenzo Di Pompo, il sindaco Luciano Marinucci, il vice sindaco Giorgio Di Clemente mentre disperata, il tecnico di laboratorio di Chieti I. C., piangeva perché la donna è stata la prima a fare il massaggio cardiaco al ragazzo. Una dramma in cui, in molti, ieri, hanno puntato il dito contro la Asl di Chieti perché l’ambulanza, secondo i tanti che erano nella zona, sarebbe arrivata con un ritardo di almeno 20 minuti. Nella serata di ieri, la mamma di Luca Sonia Recinella, insieme al marito e a tanti ragazzi, è stata costretta a raggiungere l’obitorio straziata dalla morte del figlio. I funerali devono essere fissati.
E’ stato un tecnico di laboratorio a precipitarsi accanto a Luca perché, come racconta, «cercavano qualcuno che potesse fare un massaggio cardiaco e io ero in grado. Sono stata guidata al telefono dal 118. Mi avevano detto di non toccare il corpo ma io ho spiegato all’altro capo che ero in grado di farlo. Purtroppo è stato inutile. Poi, sono arrivati i medici del 118 e si sono occupati del ragazzo».
«Ambulanza con 20 minuti di ritardo». La famiglia di Luca è originaria di Chieti ma da vari anni si era trasferita a Sambuceto dove il più piccolo dei loro figli coltivava la passione delle moto correndo nei Gp50. Orsini aveva da poco finito la terza media e si era iscritto da due giorni all’istituto agrario.
Sono stati in tanti, ieri, a raccontare che l’ambulanza sarebbe arrivata con almeno 15-20 minuti di ritardo, mentre nel frattempo era partito anche l’elisoccorso da Pescara. Secondo i testimoni a Chieti mancherebbe un medico e l’ambulanza sarebbe arrivata da Chieti alta impiegando più tempo. Per il sindaco non è così: «I sanitari hanno tentato di rianimare Luca in tutti i modi, sia con il massaggio cardiaco che con il defibrillatore, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare». Intanto, ieri la serata danzante al bocciodromo si è fermata in segno di lutto.
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