San Giovanni Teatino, rischio dissesto

Il governo richiama l’amministrazione Marinucci al rispetto del patto di stabilità. Subito tagli per cinque milioni di euro
SAN GIOVANNI TEATINO. È allarme rosso per i conti del Comune di San Giovanni Teatino, che in tre anni dovrà tagliare quasi 5 milioni di spesa. Come l’agonia che sta vivendo la Grecia, rimasta con le casse vuote, l’amministrazione del sindaco Luciano Marinucci rischia di avviarsi inesorabilmente verso il default, a meno di un’inversione di tendenza nella gestione delle risorse pubbliche locali, in un ente che, tranne qualche misura di spending review adottata negli esercizi finanziari più recenti, da più di dieci anni, viene amministrato come se la crisi esistesse soltanto al di fuori dei confini comunali.
La mazzata, l’ultima chiamata dello Stato al rispetto dei parametri imposti dal patto di stabilità, è piombata sulla giunta con l’entrata in vigore del decreto legge 78 del 19 giugno: conti alla mano, il Comune deve restituire a Roma 2 milioni 128mila, più 200 e rotti euro, per il 2015. Le nuove disposizioni, che di fatto azzerano la capacità di spesa del bilancio municipale, sono relative alla rideterminazione degli obiettivi del patto di stabilità interno per Comuni, Province e Città metropolitane per il triennio 2015-2018.
A parte la batosta per l’anno in corso, nelle tabelle del Mef per San Giovanni Teatino risultano ulteriori 2 milioni 288mila 504 euro da tagliare tra il 2016 e 2018. Cifre esorbitanti, insostenibili per l’ente, che seppur riuscirà non senza fatica a far quadrare i conti per il 2015, dovrà necessariamente mettere mano alla spesa, con tagli strutturali, non solo con entrate una tantum come fatto finora, per il 2016. Bilanci e manovre, che per forza di cose saranno lacrime e sangue, da mettere a punto nei prossimi mesi, in quanto la relazione programmatica da portare in Consiglio comunale dovrà già contenere il rispetto del patto di stabilità anche per le annualità 2016 e 2017. Quanto al 2015, per adesso, la giunta i soldi li ha in parte, perlomeno sulla carta. In Comune si attende infatti un contributo regionale di un milione e 400mila euro per i lavori eseguiti per il restyling di piazza San Rocco, soldi che prenderanno la strada di Roma per risarcire lo Stato delle spese senza freni degli anni passati. Per il futuro invece c’è solo un punto interrogativo, in attesa delle misure anti-dissesto. «Abbiamo fatto tagli, eliminato sprechi, tolto i dirigenti, dimagrite le partecipate, non abbiamo mai contratto mutui per opere pubbliche che stiamo realizzando con fondi comunali o con finanziamenti regionali, statali e comunitari», dice l'assessore al bilancio Alessandro Feragalli,- I trasferimenti statali per il sociale sono stati ridotti da 1,6 milioni a 250 mila euro in 4 anni, e subiremo un'ulteriore trattenuta di 150 mila euro per un precedente contenzioso con il ministero dell'Interno. Questo nuovo obiettivo del patto rappresenta il collasso per il nostro Comune, una cifra impossibile da sostenere».
Sui nuovi obiettivi milionari del patto di stabilità interviene anche il sindaco Marinucci: «È incomprensibile come a San Giovanni Teatino venga richiesta una somma sproporzionata rispetto a Comuni ben più popolosi, 1.487.192 Francavilla, 1.343.242 Lanciano, 1.871.698 Ortona. Un aspetto da chiarire nell'incontro che avremo al Mef la prossima settimana grazie all'interessamento della senatrice Federica Chiavaroli». Intanto Mario Vicaretti, responsabile del servizio ragioneria, si è rivolto all'istituto per la Finanza e l'Economia locale, per verificare la posizione dell'ente: «Il peggioramento del patto del 67,4% (856.700 euro) disintegra la sostenibilità finanziaria di questo Comune e non consente di approvare il bilancio con il rispetto dei dovuti e inderogabili equilibri».
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