San Giovanni Teatino «Solo un commissario salverà il Comune»

12 Novembre 2017

L’opposizione all’attacco del sindaco Luciano Marinucci dopo il nuovo decreto ingiuntivo per i debiti dell’Aca

SAN GIOVANNI TEATINO . «Il Comune si è accollato i debiti dell’Aca e non ha nemmeno preteso una polizza fideiussoria a garanzia del suo credito. Adesso spunta un nuovo decreto ingiuntivo nel giro di pochi mesi per le rate non versate a 2i Rete Gas. Per come sta messo l’ente, meglio se arriva un commissario». Dopo che Axa Assicurazione ha deciso di battere cassa con un’ingiunzione di pagamento di circa 600mila euro, i consiglieri di opposizione tornano alla carica contro la giunta Marinucci per la situazione finanziaria di palazzo di Città, che secondo gli esponenti della minoranza sarebbe tanto disastrosa che un commissariamento potrebbe addirittura far bene all’ente. «Il tribunale di Milano ha emesso un nuovo decreto ingiuntivo contro i cittadini di San Giovanni Teatino, sì proprio contro cittadini, perché il Comune è di tutti», affermano i consiglieri Pino Costantini, Cinzia Silvestri e Giulia Parrucci, del gruppo San Giovanni democratica (Sgd) e Mario Cutrupi, del M5S. «L’altra volta si sono nascosti dietro l’assicurazione e la polizza fideiussoria che la 2i Retegas aveva preteso, ma adesso che è l’assicurazione a richiedere i soldi, dietro a cosa si nasconderanno? Diranno come sempre che il Comune per facilitare il passaggio delle reti all’Aca si è sostituito come debitore nei confronti del vecchio gestore e si è accollato debiti non suoi». In ballo c’erano all’epoca lavori per un milione 870mila euro realizzati a San Giovanni Teatino dall’ex gestore idrico, l’allora Enel Gas, attuale 2i Rete Gas. Il Comune accettò di pagare il considerevole importo al posto dell’Aca, diventata nel frattempo titolare delle reti, ma si accordò con Aca per farsi a sua volta ridare i soldi a rate. Incassati i soldi, il Comune avrebbe rigirato le rate a 2i Rete Gas. La società pescarese dell’acqua, però, di rate ne ha versate solo una». «Una scelta scellerata. Di fatto l’amministrazione si è accollata debiti di altri», proseguono i consiglieri. «Il sindaco e la maggioranza hanno scelto di diventare il debitore principale in un rapporto nel quale il Comune non era parte, sperando che l’Aca avrebbe restituito quelle somme. Sembra folle, ma davvero l’ipotesi di un commissario potrebbe essere quella più vantaggiosa per tutta la comunità».
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