San Valentino e il tesoro musicale da recuperare

3 Gennaio 2020

Si tratta di quattro organi antichi ospitati nel duomo e in altre chiese del paese Il consigliere regionale Blasioli: «Servono risorse per restituirli alla comunità»

SAN VALENTINO. «Un dovere recuperare i quattro organi antichi di San Valentino, piccolo e abbastanza unico tesoro musicale ospitato nelle sue chiese: vanno trovate le risorse per farli tornare a suonare». È l’impegno del consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli, dopo il sopralluogo di ieri nelle quattro chiese del paese, accompagnato dal vice sindaco Lino Sciambra e dal presidente dell’associazione Amici del museo dei Fossili e delle Ambre Beniamino Gigante. «Devono essere restituiti alla comunità», afferma Blasioli, «non solo del luogo, ma a quella abruzzese tutta, per la loro storia e valore».
La visita di Blasioli corona l’annoso lavoro di sensibilizzazione svolto da Beniamino Gigante per far conoscere le condizioni di questi presidi musicali di altri tempi: dal più antico, quello del duomo, da rifunzionalizzare, ai più moderni che risalgono al 1800. «Il primo si trova incastonato nella struttura muraria della chiesa del Duomo, come solo un altro in Europa», riprende Blasioli, «come parte integrante dell’impianto dell’altare, e ciò lo rende unico. La struttura del Duomo è stata danneggiata e va riqualificata assieme all’organo di fine 1600: i fondi per farlo pare ci siano, come c’è il progetto, ma i lavori che si attendono da anni, vanno riattivati. Mi muoverò», promette il consigliere, «per capire con quali tempi. Per questo ho già chiesto un incontro al segretariato del Mibact. Con l’organo verrebbe riqualificato anche il Duomo, struttura di rara bellezza il cui progetto forse è attribuibile al Vanvitelli».
Degli atri tre organi, due sono contenuti in chiese inagibili e l’unico funzionante è quello nella chiesa di Sant’Antonio. Per Blasioli il recupero degli strumenti non è finalizzato solo alla loro rivalorizzazione, ma potrebbe essere lo «sprone alla nascita di una scuola di formazione per organisti, che manca in Italia, oppure per l’ideazione di corsi ed eventi dedicati alla musica d’organo. Va iniziato un necessario lavoro di recupero, studiando un metodo capace di mettere insieme tutti i soggetti competenti, a partire dalla Regione per le risorse, del Comune per le azioni, e la Soprintendenza, che contatterò nei prossimi giorni per avviare un percorso finalizzato a smuovere la sensibilità istituzionale, per il loro recupero. Sono convinto», conclude il consigliere regionale, «che mettendo insieme le forze qualcosa di utile per la nostra terra si possa fare, perciò mi farò portatore di tale missione dai soggetti competenti: tanta bellezza non può restare nella polvere».