Sangue, è allarme-scorte

16 Gennaio 2022

La pandemia rallenta le donazioni: siamo tra le 5 regioni in grande difficoltà

PESCARA. In Abruzzo è allarme per la carenza di scorte di sangue per trasfusioni e interventi. La colpa è del Covid e della variante Omicron che, costringendo decine di migliaia di abruzzesi all’isolamento domiciliare, sta bloccando il sistema delle donazioni.
A lanciare l’allarme, e il contestuale appello alla popolazione, è il Centro nazionale del sangue Cns, che coordina il sistema trasfusionale italiano per il ministero della Salute sotto l’Istituto superiore di sanità. «In questi giorni si stanno registrando carenze di sangue in diverse regioni d’Italia», scrive il Cns, «non è una cosa insolita che nei primi mesi dell’anno, in coincidenza del picco di diffusione dell’influenza, si registrino carenze di sangue, ma in queste prime settimane la situazione è aggravata ancor più dalla nuova ondata pandemica che costringe donatori e in alcuni casi anche il personale addetto alla raccolta a sottostare a periodi di quarantena, o per aver contratto il virus o per aver avuto dei contatti con persone positive».
Quindi nel dettaglio dell’emergenza sangue: «Sono già cinque le strutture regionali di coordinamento che hanno fatto appello al sistema di compensazione interregionale, Toscana, Lombardia, Veneto, Abruzzo e Lazio, ma segnali di preoccupazione arrivano anche dal resto del territorio nazionale. Sono al momento 1.240 le sacche di sangue richieste tramite la bacheca di Sistra, il Sistema informativo dei servizi trasfusionali, ma è probabile che i numeri possano peggiorare ulteriormente nelle prossime settimane causando il rinvio di interventi di chirurgia elettiva in vari ospedali d’Italia per preservare le scorte di emocomponenti. La situazione è in via di costante monitoraggio e l’appello è, per chiunque sia in buona salute, di contattare il proprio centro di raccolta più vicino per prenotare una donazione».
Aggiunge il direttore del Cns Vincenzo De Angelis: «Già dal primo lockdown, sono attive una serie di procedure che hanno lo scopo di garantire la sicurezza di tutti gli attori coinvolti, donatori di sangue in primis, ma anche il personale medico e infermieristico che lavora nei servizi trasfusionali e nelle unità di raccolta associative. Donare il sangue è sicuro ed in questi giorni è più utile che mai». Quindi l’appello di Gianpietro Briola, presidente di Avis e guida del Civis, coordinamento interassociativo dei volontari del sangue: «Essere donatori significa farsi portavoce di uno stile di vita sano e corretto. Perciò è più che mai importante proteggersi e rispettare le semplici norme di igiene e distanziamento che tutti noi abbiamo imparato a conoscere. Il bisogno di emocomponenti non cessa mai e per questo invitiamo i nostri donatori a compiere il proprio gesto con sollecitudine e chiunque non lo avesse ancora fatto a diventare donatore di sangue o plasma. Agire, come già siamo organizzati, attraverso la programmazione e la prenotazione della donazione significa garantire la continuità delle attività sanitarie e permettere accessi contingentati nelle unità di raccolta per la sicurezza di tutti».
Per informazioni sono a disposizione il portale web del Cvs www.donailsangue.salute.gov.it e l’app “Geoblood”, ma anche i siti delle associazioni di donatori del Civis: www.avis.it, www.cri.it, www.fidas.it e www.fratres.it.(l.t.)