Sanità, ambulatori aperti in ospedali e cliniche

6 Maggio 2020

La Regione fa ripartire le attività sospese: riprendono gli interventi chirurgici

PESCARA. Con il calo dei contagi e l'avvio della fase 2, l'Abruzzo si prepara alla graduale ripresa delle attività sanitarie sospese, ad eccezione delle urgenze, fin dall'inizio dell'emergenza. Attività ambulatoriali, ricoveri, interventi chirurgici, riabilitazione, cure domiciliari, screening oncologici: la graduale riattivazione dei servizi, in strutture pubbliche e private, avverrà in particolare nella settimana dall'11 al 18 maggio. Il tutto adottando misure finalizzate a ridurre il più possibile il rischio di contagi da coronavirus, a partire dal tampone per chi deve essere ricoverato e per chi presenti sintomi sospetti. Lo prevede un'ordinanza, contenente tutte le indicazioni per le quattro Asl, firmata in serata dal governatore Marco Marsilio, nel giorno in cui i nuovi casi sono 25. Il totale dei pazienti affetti da Covid-19 in Abruzzo sale così a 3.025.
I DATI. I nuovi casi, accertati con i test eseguiti dal laboratorio della Asl di Pescara, centro di riferimento regionale, dall'Istituto zooprofilattico di Teramo e dall'Università di Chieti, sono emersi dall'analisi di 822 tamponi analizzati: è risultato positivo il 3% dei campioni. Lunedì i positivi erano stati quattro (il dato più basso da marzo), su un totale di 997 tamponi, cioè lo 0,4%. Quasi tutti i nuovi casi, 24 su 25, fanno riferimento alla sola Asl di Pescara. Con 1.375 pazienti affetti da Covid-19, quella del capoluogo adriatico, d'altronde, è considerata la provincia più colpita dall'emergenza nel centro Sud in relazione al numero degli abitanti. Quelli accertati nelle ultime ore sono principalmente casi cosiddetti "assistenziali": riguardano, cioè, parenti o contatti stretti di persone già malate. Di conseguenza, dovrebbero essere situazioni circoscritte che non destano particolare preoccupazione. Un nuovo caso alla Asl di Chieti, dove il totale sale a 767; nessun nuovo caso a Teramo (totale 641) e all'Aquila (242). I decessi salgono a quota 335. Tre quelli più recenti, tutti relativi al Pescarese: una 89enne di Cepagatti, un 88enne di Pescara e un 80enne di Montesilvano. In costante aumento i guariti, che sono 881 (+50 rispetto a lunedì): 228 pazienti da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid-19 sono diventati asintomatici e 653 quelli che hanno risolto i sintomi dell'infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi. Del totale dei pazienti, 289 (-12) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e undici (-4) in terapia intensiva, mentre gli altri 1.509 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Dall'inizio dell'emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 42.489 test.
LA SANITÀ RIPARTE. Con il calo dei contagi e l'avvio del lungo percorso verso la normalità, si prova a far ripartire anche la sanità, di fatto paralizzata dall'inizio dell'emergenza, fatte salve le urgenze. Con un'apposita ordinanza, il presidente di Regione, Marco Marsilio, fornisce alle quattro Asl abruzzesi tutte le indicazioni ed il cronoprogramma per la ripresa, che avverrà tra l'11 e il 18 maggio. Il provvedimento raccomanda alle aziende sanitarie «l'adozione di un piano di graduale ripresa delle attività sanitarie finora sospese, gestite sia dalle strutture pubbliche in regime istituzionale e libero professionale, che private accreditate, autorizzate e in convenzione, previa predisposizione di precise misure di prevenzione e protezione di tutti i soggetti». Alle Asl è raccomandata anche «l'adozione delle misure generali di accesso alle strutture ospedaliere-sanitarie ed in particolare la regolamentazione degli accessi di personale dipendente, visitatori e pazienti».
VISITE, RICOVERI E INTERVENTI. Permessa, si legge nell'ordinanza, la «ripresa delle attività ambulatoriali, inclusa la chirurgia ambulatoriale, delle strutture pubbliche e private, consentendo la ripresa graduale dell'erogazione delle prestazioni programmabili e non urgenti relative ad esami o visite in classe di priorità D (Differibile)». Deve invece «proseguire senza soluzione di continuità e fino a diversa disposizione la sospensione temporanea delle attività ambulatoriali per le priorità P (Programmata)». In altre parole, i pazienti con prenotazione in classe D saranno ricontattati per un nuovo appuntamento, mentre quelli con priorità P «sono invitati a non presentarsi negli ambulatori». Le aziende sanitarie dovranno inoltre pianificare la «graduale riattivazione per tutti i ricoveri medici e chirurgici programmati in classe di priorità B e dei ricoveri in day hospital, adottando misure volte a ridurre il più possibile i rischi legati all'infezione» da coronavirus. I soggetti che devono essere sottoposti ad interventi urgenti o programmati in regime di ricovero, infatti, verranno sottoposti a tampone, mentre il test non verrà eseguito a chi dovrà essere operato in emergenza, «data l'impossibilità di attendere l'esito». Alle Asl è consentita «la riattivazione della libera professione intramuraria per le discipline e le strutture in cui riprende l'analoga attività istituzionale».
RIABILITAZIONE E CURE DOMICILIARI. Per quanto riguarda la riabilitazione ambulatoriale e domiciliare è raccomandata «l’adozione, a partire dall’11 maggio, della modalità di erogazione del servizio in presenza o a distanza». Dalla stessa data, inoltre, andrà garantita la «graduale e completa ripresa» delle cure domiciliari integrate di secondo livello, cure domiciliari integrate di terzo livello, cure palliative domiciliari di livello base, cure palliative domiciliari di livello specialistico. Dal 18 maggio bisogna poi prevedere la riattivazione di tutte le cure domiciliari, incluse quelle di livello base e quelle integrate di primo livello.
SCREENING ONCOLOGICI. Sempre dal 18 maggio le Asl dovranno «garantire i test diagnostici correlati agli screening oncologici, di primo e secondo livello». Va, inoltre, garantita «la ripresa dell'accesso alle strutture che erogano prestazioni sanitarie e socio-sanitarie semiresidenziali pubbliche e private autorizzate e accreditate per i casi indifferibili e relativi agli utenti particolarmente fragili, anche dal punto di vista della rete familiare e sociale in cui vivono, a partire dall'11 maggio», prevedendo al contempo un «piano di graduale riavvio delle prestazioni nei confronti di tutti i pazienti». Il provvedimento precisa, infine, che «nell'ambito delle prestazioni non procrastinabili rientrano quelle da garantire ai pazienti che sono stati affetti da Covid-19 e che, benché dimessi dall'ospedale perché risultati negativi al virus, necessitano ancora di controlli per la presenza di complicanze».
©RIPRODUZIONE RISERVATA