Sanitari in scadenza: incontro con l’Azienda

6 Luglio 2022

Confronto l’11 luglio. I sindacati: l’ospedale rischia la paralisi. La Regione: si va verso la stabilizzazione

PESCARA. Il rinnovo per un solo mese, dal primo al 31 luglio, dei contratti a tempo determinato del personale della Asl continua a creare preoccupazione e polemiche tra i sindacati, che puntavano a un rinnovo fino alla fine dell’anno, tanto più che questo è il periodo delle ferie e ci sono dipendenti assenti a causa del Covid. E la Asl, ha convocato i sindacati per l’11 luglio, alle 12, nell’aula magna dell’ospedale di Pescara: in quella sede i sindacati chiederanno chiarimenti. Intanto la Regione, nel corso di un incontro con le Asl, ha annunciato che i criteri per le stabilizzazioni dei lavoratori a tempo determinato saranno fissati in una delibera di giunta. Hanno sollevato il caso Massimo Di Giovanni, segretario della Fp Cgil, e il segretario della Fials Gabriele Pasqualone, che hanno chiesto un incontro anche alla Regione. La questione preoccupa pure la Uil, che teme «la paralisi dell’ospedale» e il Nursind, che mette in evidenza le difficoltà a «programmare i turni di lavoro nei reparti» e ad «usufruire delle ferie dopo due anni di pandemia, costringendo il personale a un sovraccarico di lavoro», come segnalato alla Asl dal segretario Antonio Argentini.
«Alla base della decisione della Asl ci sarebbe la mancata copertura economica, ma qui si rischia la paralisi dell’ospedale se non si procede entro luglio a una proroga fino a dicembre. Temo la chiusura dei reparti Covid, in un momento in cui i contagi aumentano e quindi si dovrebbe pensare di riaprirli, nell’area medica: in tal caso ci sarebbe bisogno di altro personale», dice Francesco Marcucci, segretario della Uil Fpl. Dopo aver letto i tre provvedimenti di proroga del 29 giugno, che riguardano 352 addetti, Marcucci vuole essere ottimista. «Non credo che non ci sarà un ulteriore slittamento, ma prima voglio vedere gli atti. Nel caso in cui ci dovesse essere il rinnovo, cadrà il problema delle ferie che in questo momento è superato dal rischio, più grave, della mancata prosecuzione delle attività assistenziali. Per ora un segnale positivo è arrivato, da parte dell’azienda sanitaria, che ha promosso un avviso e sta reclutando personale per Penne e Popoli». Rilanciano Cgil e Fials. «Se 311 persone, tra infermieri, Oss e assistenti, non vengono confermate, nasce un problema sui servizi», fa notare Di Giovanni. «Avevamo chiesto che si arrivasse fino alla fine dell’anno e invece oggi di troviamo a chiederci cosa accadrà il primo agosto. Se il problema è economico, come sembrerebbe, deve intervenire la Regione». Tra l’altro, fa notare Di Giovanni, «questi lavoratori sono quelli che al 30 giugno non hanno raggiunto i 18 mesi necessari la stabilizzazione, per cui risultano già beffati da questo punto di vista». Ma proprio sulla stabilizzazione dei precari, di cui si è parlato con l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, è emerso che si sta portando avanti la procedura e le linee guida sono state già inserite in una delibera che attende il via libera della giunta regionale. Restano esclusi coloro che hanno lavorato con contratto di somministrazione, come stabilito dalla Corte costituzionale, ma nei concorsi è riconosciuto un punteggio per il lavoro svolto. Di Giovanni si interroga anche su un’altra questione e cioè la «mancata corresponsione, ad oggi, degli importi relativi alla produttività, al personale della Asl». Pasqualone commenta che «nelle altre Asl le proroghe sono avvenute. Ci aspettavamo la stessa cosa qui tant’è che in Regione era stato annunciato che se ne sarebbe riparlato direttamente a dicembre. E invece è arrivata la mazzata. Essendoci già delle carenze, se vengono meno i 311 operatori, si chiude? Nel frattempo vanno organizzati turni e ferie: tra giugno e luglio spettano a tutti 15 giorni di ferie, ad alcuni negate l’anno scorso».