Sanità bis, le cliniche parti civili contro Chiodi

6 Maggio 2015

Processo sui tetti di spesa, l’ex presidente della Regione è imputato con altri 4: «Ma i cittadini sapranno cosa è accaduto». In aula si tornerà a giugno

PESCARA. «E’ probabile che emergeranno cose che gli abruzzesi è bene che sappiano: in questo processo saranno ripercorse diverse tappe della sanità abruzzese». Torna a parlare dei “poteri forti” l’ex presidente della Regione Gianni Chiodi che, un anno fa, quando salì al quarto piano della procura per essere interrogato nell’inchiesta sui tetti di spesa ne uscì puntando il dito contro la sanità privata. Anche ieri mattina, così, l’attuale consigliere di opposizione ha fatto riferimento a quello che, secondo lui, emergerà nell’inchiesta sui tetti di spesa in cui è imputato insieme all’ex subcommissario Giovanna Baraldi, all’ex assessore regionale alla sanità, Lanfranco Ventroni e a due tecnici dell’Agenas. L’udienza di ieri dell’inchiesta sui tetti di spesa è stata rapida eppure alcune cliniche private sono già pronte alla battaglia perché sono state ammesse come parti civili nel processo: la società Synergo del gruppo Pierangeli, Spatocco e Villa Serena assistiti dall’avvocato Tommaso Marchese. E’ stata infatti rigettata l’eccezione sollevata dalla difesa degli imputati relativa alla costituzione di parte civile delle cliniche private che, invece, sono state ammesse nel procedimento. In aula, di fronte al giudice per l’udienza preliminare Gianluca Sarandrea, si tornerà il 23 giugno quando inizierà lo scontro tra gli imputati e i colossi della sanità privata che ritengono di essere stati danneggiati.

L’inchiesta sui tetti di spesa è la cosiddetta inchiesta bis sulla sanità, dopo quella di vaste dimensioni che colpì il governo regionale di centrosinistra, e il pm Giuseppe Bellelli accusa gli imputati, a vario titolo, di falso, violenza privata e abuso d’ufficio.

Secondo l’accusa l’ex commissario ad acta per la sanità Chiodi avrebbe fatto firmare alle cliniche private contratti di prestazione di assistenza ospedaliera collegando la firma al pagamento dei crediti che le cliniche avevano nei confronti della Regione. Secondo l’accusa l’ex governatore avrebbe fatto pressioni sulle cliniche per far firmare quei contratti e avrebbe tenuto un «generale atteggiamento ostruzionistico volto a non fornire i dati per procedere all’attuazione della metodologia utilizzata per realizzare i tetti di spesa». Da qui l’accusa di violenza privata contestata anche a Venturoni e da cui l’ex presidente si era difeso, sempre a margine dell’interrogatorio in procura, negando quella “violenza” e dicendo di aver «informato di quelle che sarebbero state per legge le conseguenze in caso di mancata firma dei contratti». Intanto, però, la società Synergo è stata ammessa parte civile. In aula, si torna il 23 giugno.

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