Sanità e Ciapi, la doppia protesta

E l’assessore Fioretti abbandona l’incontro con gli ex lavoratori della formazione
PESCARA. Doppia protesta in consiglio regionale. Momenti di tensione, nel primo pomeriggio, nella sala Commissioni del Comune di Pescara dove si stava tenendo l’incontro tra una rappresentanza dei lavoratori del Ciapi (l’ente di formazione che aveva sede a Chieti) e l'assessore regionale alle Politiche del Lavoro, Piero Fioretti.
Dopo circa mezz'ora di discussione, l'assessore Fioretti è uscito dalla stanza, lasciando il Municipio fra le proteste e le urla di alcuni lavoratori. L'incontro è poi proseguito, alla presenza di consiglieri di centrodestra, centrosinistra e cinquestelle. E l’epilogo si è rivelato favorevole ai lavoratori.
La premessa da fare è che la Regione non ha pagato arretrati per 1,2 milioni nonostante due decreti ingiuntivi emanati a novembre dal giudice. «Ma arriverà come riconoscimento di debito fuori bilancio nel prossimo Consiglio regionale il mancato pagamento degli stipendi degli ex dipendenti del Ciapi. Un atto con cui sarà messo in liquidazione l'80% del loro arretrato», afferma il vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari che ha presieduto l'incontro con gli ex dipendenti e il direttore dell’ente, Paolo Cacciagrano, dopo anche la protesta avvenuta in aula con cartelloni e frasi piene di rabbia. «Un impegno», sottolinea Pettinari, «che siamo riusciti a far prendere all'assessore Guido Liris (Fratelli d’Italia) ed Emiliano Di Matteo (Lega). Rimane il 20%», sottolinea il 5 Stelle, «per il quale dovranno essere stanziati ancora 400mila euro. Resta poi il problema della ricollocazione di cui si dovrà discutere. Intanto», conclude, «paghiamo gli stipendi».
Passiamo all’altra protesta che interessa una platea di ben 300 lavoratori precari della sanità i cui contratti scadranno a giugno. Si tratta della cooperative degli operatori socio-sanitari, con età media di 50 anni, rimasti senza alcun futuro certo dopo che la giunta regionale di centrodestra ha bandito i concorsi per nuove assunzioni nelle Asl abruzzesi. Loro, come ha spiegato al Centro Carlo Cantagallo, delegato sindacarle della sigla Shc, operano esclusivamente e da molti anni nella Asl di Lanciano Vasto Chieti.
«Lavoriamo in tutti i reparti assistendo i pazienti, aiutandoli a lavarsi e a spostarsi», spiega Cantagallo attorniato dai colleghi, «abbiamo subito molte vicissitudini ma continuiamo a operare con grande dedizione». La nutrita rappresentanza di lavoratori precari si è presentata in Consiglio chiedendo e ottenendo, anche in questo caso attraverso il pentastellato Pettinari, di poter essere ascoltato. E l’incontro con l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, c’è stato ed è avvenuto alla presenza anche dei consiglieri di opposizione Francesco Taglieri, Pietro Smargiassi e Silvio Paolucci.
I lavoratori, preoccupati dell’avviso pubblico di «procedura aggregata per la copertura a tempo indeterminato di posti per operatori socio sanitari», hanno presentato un documento che desse loro garanzie sulle selezioni ormai alle porte. L’assessore alla Sanità ha accolto la richiesta ed ha promesso ai lavoratori delle cooperative di assistenza di verificare, con la Asl di Teramo, la capofila che ha redatto l’avviso pubblico, la possibilità di inserire ulteriori criteri di selezione che tengano conto della professionalità acquisita, «sempre nel rispetto delle normative e delle procedure, garantendo l’imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione per non invalidare le procedure del concorso stesso». L’assessore Verì si è impegnata anche a indire, successivamente alle verifiche con la Asl di Teramo, un tavolo di confronto per meglio informare i lavoratori delle decisioni prese. (l.c.)

