Sanità e scuola, Pescara scende in piazza

26 Giugno 2020

Gli operatori dei due settori protestano in strada: chiedono riconoscimenti economici e garanzie di sicurezza dopo il Covid

PESCARA. Non si sentono riconosciuti. Economicamente e professionalmente, per un lavoro fisicamente ed emotivamente duro. Quel riconoscimento lo hanno reclamato a gran voce, scendendo in piazza, uniti.
Ieri mattina, di fronte alla sede di Pescara dell'assessorato regionale, una quarantina di professionisti della sanità hanno manifestato, richiamando l'attenzione sulle problematiche di un settore che in Abruzzo coinvolge circa 30mila tra medici, infermieri e ausiliari.
«Non è uno sciopero», precisa Gabriele Pasqualone, segretario regionale Fials Abruzzo, «ma un modo per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle problematiche della sanità, tuttora irrisolte». Spiccano l'assenza di investimenti sul settore e la mancanza della programmazione di nuove assunzioni, se non a tempo determinato, scatenate dall'emergenza coronavirus. Sono tante le criticità messe dai sanitari sul piatto di una bilancia, appesantita dall'amarezza del non sentirsi apprezzati, con i premi Covid non ancora erogati. «Ci hanno chiamato eroi, durante l'emergenza», afferma Pasqualone, «ma oggi siamo stati abbandonati. Nei decreti del governo non abbiamo visto un solo finanziamento a sostegno del settore. Non ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, eppure la realtà è questa».
Il riferimento è al rinnovo dei contratti che per il comparto pubblico risalgono a tre anni fa, ma anche a quelli con le ditte esternalizzate. «Bisogna arrivare a conseguire un contratto unico tra pubblico e privato», sottolinea il segretario. «Negli appalti delle esternalizzazioni delle Asl ci sono lavoratori con contratti atipici, dei metalmeccanici, del turismo, del commercio, che nulla hanno a che fare con la sanità».
«Non riusciamo a capire come si possa parlare di investimenti sulla sanità», commenta «ma poi non viene previsto alcun fondo sulla finanziaria o sulle assunzioni del personale che sono state fatte tutte a tempo, programmate per la fine della pandemia». Nel pescarese, Pasqualone punta l'attenzione sulla necessità di investire su un territorio «che con il decreto Lorenzin è stato sguarnito mettendo a rischio le aree interne, per la mancanza di un'assistenza adeguata».
I punti sono stati illustrati all'assessore regionale Nicoletta Verì che ha incontrato una delegazione e ha annunciato la convocazione dei sindacati per il 30 giugno per una riunione sul personale delle ditte esternalizzate.
Durante il presidio, i sanitari, dopo un minuto di raccoglimento, hanno liberato in aria palloncini bianchi in memoria dei colleghi uccisi dal Covid 19. Alla manifestazione di ieri seguiranno altri appuntamenti in una vera maratona a livello regionale che culminerà in un grande evento nazionale.
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