Sanità, il commissario è escluso ma si rischia l’aumento delle tasse

26 Maggio 2024

Domani c’è l’attesa verifica al Tavolo di Monitoraggio della manovra anti-debiti Asl votata in Consiglio Nella peggiore delle ipotesi i tecnici di due ministeri possono imporre subito aliquote extra Irpef e Irap

L’AQUILA. I tecnici della Regione non hanno alcun dubbio: la sanità abruzzese non sarà commissariata dal Governo. Il rischio reale è però un aumento delle tasse per cittadini e imprese.
È questa, in sintesi, la posta in gioco di una partita finale che la maggioranza di centrodestra, guidata da Marco Marsilio, disputerà domani a Roma dove, alle 10, è previsto l’incontro al Tavolo di Monitoraggio interministeriale in cui il Mef potrà approvare o bocciare il piano anti-debiti delle quattro Asl votato in Consiglio regionale. L’esclusione a priori del commissariamento della sanità abruzzese, spiegano due alti dirigenti regionali, è legata ad un dato favorevole all’Abruzzo che, pur essendo ancora in fase di rientro, ha fatto segnare un debito delle Asl inferiore al 5% del Fsr (Fondo sociale regionale), ovvero dei fondi ricevuti dalla Stato.
Il rischio non scongiurato, invece, riguarda la possibilità che domani venga deciso un ulteriore aumento delle aliquote delle addizionali regionali Irpef e Irap che, in Abruzzo, sono già ai valori massimi rispettivamente dell’1,73% del reddito delle famiglie e del 4,81% della produzione netta delle imprese.
Se il verdetto dovesse essere sfavorevole, sulla testa degli abruzzesi si abbatterebbero extra aliquote punitive.
IL SINDACATO
«Nonostante la manovra correttiva salva conti approvata in Consiglio senza il parere favorevole dei revisori, Uil Abruzzo esprime una forte preoccupazione riguardo la tenuta della sanità regionale».
Il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo e il responsabile comparto sanità Uil Abruzzo, Fabrizio Truono, intervengono così sull’attuale condizione della sanità regionale. «Attendiamo gli sviluppi dell'incontro che la Regione avrà con il ministero, ma si devono trovare le giuste soluzioni per coprire il grave indebitamento prodotto dalle quattro Asl per un totale di 122 milioni di euro. E ciò deve essere fatto con piani mirati di razionalizzazione che vadano nella direzione di ridurre gli sprechi e favorire il corretto impiego delle risorse da parte delle stesse Asl», aggiungono.
«Chiediamo alla Regione di evitare di coprire parte del disavanzo, ormai strutturale, attingendo ai fondi del Tfr/Tfs dei propri dipendenti, ma soprattutto», sottolinea la Uil, «di evitare che in nome della razionalizzazione vengano effettuati possibili ulteriori tagli ai servizi sanitari o al personale che penalizzerebbero ancora di più i cittadini abruzzesi e i lavoratori. Come Uil Abruzzo, abbiamo più volte fatto presente che nella nostra regione c’è una mobilità passiva per circa 180 milioni di euro e che perdiamo circa 40 milioni dalla mobilità attiva, e questa è una situazione da risolvere al più presto per trovare nuove risorse da investire nella sanità e garantire a tutti i cittadini in egual misura il ricorso alla salute, abbattendo anche il grave e annoso problema delle liste di attesa».
Per questi motivi Lombardo e Truono ritengono necessario «aprire con immediatezza un tavolo di confronto tra le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e l'assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, in modo da trovare percorsi condivisi per scongiurare che i gravi problemi economici ed organizzativi possano rimettere in seria discussione la riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale da poco approvata. Ma anche per salvaguardare i diritti dei lavoratori della sanità e i cittadini che vogliono vedersi riconosciuto il diritto alle cure in ospedali funzionali e non vivere quotidianamente assillati da disservizi e criticità». Così concludono i due sindacalisti che chiedono anche ai direttori generali delle quattro Asl, chiamati nei prossimi trenta giorni a prevedere dei piani di razionalizzazione delle risorse, «ad aprire dei tavoli di confronto con le organizzazioni sindacali di ciascun territorio per fare delle scelte condivise e in massima trasparenza». (l.c.)