Sanità, in 41 si sfidano per il super posto

Dipartimento Salute: in corsa per il dopo Fagnano anche D’Amario, Muraglia e Zavattaro. E oggi la Verì sarà a Roma
PESCARA. La carica dei 41 per il posto più ambito della sanità abruzzese, un posto da 10mila euro lordi al mese. Per la direzione del dipartimento Salute, rimasta vacante dopo la morte improvvisa del top manager Roberto Fagnano, concorrono nomi molto noti. Al bando pubblico, scaduto 48 ore fa, hanno deciso di partecipare personaggi come Claudio D’Amario, ex dg della Asl di Pescara passato al Ministero dove dirige la prevenzione sanitaria; Francesco Zavattaro, ex manager della Asl di Chieti che ha rinunciato l'estate scorsa all'incarico che gli era stato riproposto dal governatore Marsilio; Angelo Muraglia, ex direttore del dipartimento tornata a lavorare all'Asl teatina. Ma oltre questi nomi ne compaiono molti altri, con alcune singolarità. La più appariscente è rappresentata da Benigno D'Orazio, il politico recentemente tornato con il centrodestra (Lega) dopo una breve parentesi elettorale con il centrosinistra. Molti degli altri nomi sono lontani dalla realtà sanitaria abruzzese, ci limitiamo quindi a riportare quelli più noti come Tiziana Petrella, dirigente della Asl di Pescara e il collega Franco Caracciolo; Maria Di Sciascio, dirigente alla Asl di Chieti, oppure Antonio Caponetti, manager facente funzione a Pescara dopo l’uscita di scena di Armando Mancini. Tra i concorrenti ritroviamo poi l'avvocatessa Manuela Fini e il direttore ad interm del dipartimento Salute, Giuseppe Bucciarelli, che oggi accompagnerà l’assessore Nicoletta Verì alla verifica romana, prevista alle 15, del piano di riordino della sanità abruzzese davanti ai tecnici dei ministeri della Salute e delle Finanze. È un'impresa difficile quella che attende l’assessore che cercherà di far passare la proposta della deroga alla Lorenzin per mantenere allo stesso livello i quattro ospedali dei capoluoghi di provincia. Qualcuno la definisce un’impresa impossibile.
Torniamo alla corsa alla direzione del dipartimento Salute elencando altri nomi come quelli di Vincenzo Di Serafino, dirigente medico della Asl di Teramo; Severino Cericola, dirigente medico chirurgo a Lanciano; Isabella Mastrobuono e Flavio Sensi, provenienti dalla sanità laziale, e Carlo Di Falco che dirige l’ospedale di Sant'Omero.
Da Alessandria ha presentato domanda Gilberto Gentili. C'è anche un dirigente del Mise, Camillo Odio, così come ci sono il dirigente della Asl aquilana Vincenzo Giugno e il dg della Asl di Frosinone, Stefano Lorusso. Dalla Sardegna spunta il nome di Marcello Giannico, ex dg a Sassari, mentre da Parma concorre Giovanni Bladelli. Nell’elenco troviamo anche un top manager romano, Angelo Tanese, dg della Asl 1 della capitale. E infine Aldo Morra, oncologo-radiologo fratello di Giandonato, l’esponente di Fratelli d'Italia. Ma ben 41 nomi comporteranno un allungamento notevole dei tempi che prevedono innanzitutto la nomina di una commissione, quindi la scelta di una rosa ristretta di papabili e infine la nomina del prescelto dalla giunta. Che non potrà che arrivare l’anno prossimo.

