«Sanità, l’accesso è problematico»

8 Ottobre 2024

Tiberio: alle famiglie di immigrati meglio il tempo pieno a scuola

L'AQUILA. «Il dossier immigrazione, per essere affrontato con serietà, richiede interventi di carattere macroscopico – nazionale e comunitario – e più specifici a livello territoriale. Il fenomeno, pur nelle dimensioni di sicuro importanti, non sarebbe emergenziale se non lo rendesse tale un quadro normativo e di prassi volto a complicarlo e renderlo farraginoso per pure ragioni ideologiche».
A dichiararlo è Valerio Antonio Tiberio, presidente Arci Abruzzo, «la priorità è di sicuro il superamento del Regolamento di Dublino cancellando il principio del Paese di primo approdo, che penalizza oltremodo l’Italia per ragioni puramente geografiche, ma parallelamente mettere anche fine alla vergogna alle forme di detenzione amministrativa contrarie ai più basilari diritti umani e cancellare le forme di esternalizzazione delle frontiere mediante accordi con governi antidemocratici, per andare verso una Mare Nostrum europea gestita in maniera solidale da tutti gli Stati membri».
«Sul piano interno», prosegue Tiberio, «è di fondamentale importanza agire esattamente nel senso contrario a quello che sta attuando il Governo: de-criminalizzare l’immigrazione per favorire la gestione dei flussi verso l’Italia e gli altri Paesi Ue e, soprattutto, facilitare l’ingresso sul territorio europeo per esigenze di lavoro attraverso la figura dello sponsor o dell’autosponsorizzazione, aumentare i corridoi umanitari per l’ingresso dei richiedenti asilo, così da spezzare il racket dei trafficanti di esseri umani, promuovere forme di regolarizzazione ad personam legate al lavoro e al livello di integrazione raggiunto su un territorio, specie nelle aree interne. Infine promuovere una riforma della cittadinanza sul modello dello Ius Scholae e, su ogni territorio, spazi pubblici di confronto e governance fra istituzioni, società civile e organizzazioni di migranti e rifugiati per aiutare a gestire un fenomeno così complesso con politiche efficaci e allo stesso tempo sempre più rispettose della dignità della persona umana».
Per Tiberio «la presenza, anche in Abruzzo come nel resto d'Italia, di cittadini di Paesi terzi aumenta in modo esponenziale alcune criticità. Parlo, soprattutto», dice, «dell'accesso al sistema sanitario, della ricerca di un'abitazione e degli strumenti di supporto alle famiglie, come il tempo pieno nelle scuole».
L'Arci, in Abruzzo, è attiva nell'accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, con progetti di accoglienza diffusa (Sai) e nella gestione di alcuni centri per minori stranieri non accompagnati. (m.p.)
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