Sanità, scintille in Regione: duro attacco del M5S al Pd

21 Ottobre 2021

Pettinari contro Paolucci, ma sullo sfondo aleggia il caso della giunta di Chieti

Proprio nel momento in cui il Partito democratico lancia l’Opa politica per un’alleanza larga in prospettiva elezioni regionali, all’emiciclo – nel luogo in cui questa intesa dovrebbe materializzarsi – ieri sono volati gli stracci. In un crescendo di accuse il vicepresidente del Consiglio regionale, Domenico Pettinari (M5S) ha criticato l’attuale gestione della sanità regionale, ma ancora di più la precedente di centrosinistra, presieduta da Luciano D’Alfonso e con Silvio Paolucci assessore alla Sanità.
LO SCONTRO
«Annuncio una operazione verità con ispezioni in tutti gli ospedali», ha dichiarato Pettinari, «per raccontare ciò che il Pd e il centrosinistra hanno iniziato e poi il presidente Marco Marsilio ha proseguito: loro sono due facce della stessa medaglia». E poi, rivolto all’attuale assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, ha lanciato una proposta: «Assessore, la invito a una sfida, premetto che il vostro piano sanitario non mi piace, le chiedo di accompagnarmi in un giro in tutti gli ospedali abruzzesi. La ospito nel mio viaggio e lei potrà rispondere sulle varie questioni. Il piano nuovo è una fotocopia del precedente e i rappresentanti del Pd dovrebbero tacere e non attaccare il centrodestra visto che hanno fatto le stesse cose. Va recuperata la memoria storica, se c’è da dire le cose bisogna dirle come stanno. Se ho attaccato il centrodestra sui tagli non rinnego certo le battaglie fatte da me in precedenza contro il governo del centrosinistra». Irrefrenabile Pettinari ha aggiunto: «Gli esponenti del centrosinistra non sono legittimati a parlare, gli unici legittimati siamo noi: io posso fare sindacato ispettivo, loro che avere commesso gli stessi errori dovrebbero rimanere in silenzio. Lancio questo messaggio anche alla segretaria regionale del Pd, loro devono capire. È una linea politica che non dovrebbero assumere».
LA REPLICA DI PAOLUCCI
Durante la seduta del Consiglio di ieri nessuna replica dai banchi del centrosinistra. Abbiamo ascoltato il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci, che prima si è limitato a una frase sibillina: «Non mi sono sentito attaccato da alcuna argomentazione inerente un passato ormai piuttosto lontano. Le questioni sottese erano altre e hanno a che fare con dialettiche interne a un’altra organizzazione politica».
IL CASO CHIETI
Il riferimento sarebbe legato al cambio di assessorato al Comune di Chieti dopo le dimissioni di Giancarlo Cascini sostituito da Fabio Stella, entrambi del Movimento 5 Stelle. Fabio Stella è il fratello della consigliera regionale Barbara e la nomina sarebbe indigesta al gruppo del Consiglio regionale capitanato da Sara Marcozzi. Il nuovo assessore è stato braccio destro (ex capo di gabinetto) dell’onorevole Gianluca Vacca quando questi era sottosegretario. La scelta del sindaco Diego Ferrara non sarebbe piaciuta e, secondo qualcuno, pur considerando importanti gli argomenti sollevati da Pettinari le reali motivazioni sono legate agli equilibri in giunta comunale a Chieti. Si spiegherebbe in tal senso la prima dichiarazione di Paolucci che poi precisa: «Smentisco nel modo più categorico di aver favorito la nomina del nuovo assessore dì Chieti del Movimento 5 Stelle. Anzi, ho chiesto al sindaco di valutare, di prendersi qualche ora di riflessione, cosa che ha condiviso e in effetti ha fatto da lunedì ad oggi (ieri ndr), sollecitando tra i consiglieri regionali dei 5 Stelle e parlamentari abruzzesi del movimento un tavolo regionale con il Pd. Cosa che per motivi tutti interni al movimento non è avvenuta. Il perché non va ricercato nelle intenzioni ed azioni del sottoscritto, anzi».
È di ieri mattina anche la inattesa presa di posizione di quasi tutti i consiglieri regionali M5S che hanno preso le distanze dall’apertura di ieri del Partito democratico in proiezione elezioni regionali.
IL M5S
«Parlare oggi di dialogo aperto e alleanza con il Movimento 5 Stelle, per quanto concerne le prossime elezioni regionali, è quantomeno prematuro da parte del segretario regionale del Pd, Michele Fina», osservano il capogruppo Sara Marcozzi, Domenico Pettinari, e gli altri consiglieri Pietro Smargiassi, Francesco Taglieri e Giorgio Fedele, «in Regione Abruzzo siamo concentrati sul lavoro nei territori e sulle istanze da portare in aula nell’interesse dei cittadini abruzzesi. Non abbiamo partecipato a nessun tavolo e non abbiamo in programma di farlo nel prossimo futuro. Inoltre ci chiediamo da chi siano ispirate le affermazioni di Fina, visto che a oggi il Movimento 5 Stelle non ha un segretario legittimato a parlare e trattare sulle questioni regionali. Se le elezioni amministrative hanno portato a un’unione di intenti sui temi in alcuni Comuni non è scontato che queste condizioni si verifichino anche per quanto riguarda le tematiche regionali». «Probabilmente», concludono, «se il Partito democratico spinge sull’acceleratore è perché ritiene utile l’appoggio del Movimento, ma fin quando non ci saranno sul tavolo temi e intenti utili, non al partito ma ai cittadini, nulla può essere dato per scontato. Abbiamo sempre lavorato a testa bassa per il bene comune e non certo per garantire l’elezione di qualcuno e così continueremo a fare».
LA PRESA DI POSIZIONE DEL PD
Non si è fatta attende la replica del Pd, affidata al presidente regionale del partito, Manola Di Pasquale: «La posizione espressa negli ultimi mesi dal Pd e confermata alla lettera ieri (martedì ndr) in conferenza stampa a Pescara è esattamente rispondente a quello che affermano i consiglieri regionali del M5S: l’auspicio di un’alleanza su un progetto che guardi al bene dell’Abruzzo». «D’altra parte», precisa Di Pasquale, «questo è il solco segnato da Giuseppe Conte ed Enrico Letta a livello nazionale. Anticipato, a dire il vero, da un lavoro concreto svolto dai rappresentanti istituzionali del centrosinistra e del M5S su molti temi che riguardano il futuro dell’Abruzzo. Di certo non abbiamo mai parlato di un’alleanza già fatta o di tavoli di trattativa; quelli senza dubbio prematuri. Attendiamo con rispetto l’indicazione della figura che potrà rappresentare politicamente e in modo unitario il M5S regionale; di certo non siamo noi a scegliere quali interlocutori privilegiare, tra i diversi e tra le loro diverse opinioni e inclinazioni». Poi la presidente chiarisce: «Non possiamo che registrare fin qui una buona collaborazione dove è stato possibile per le elezioni amministrative. Di certo un buon viatico. Il Pd non ha assolutamente paura di essere la forza che lavora sempre ad allargare e unire, quando questo processo è facile ma anche quando è più problematico, di fronte ad incidenti di percorso o a dispute tra ambizioni e personalità. Continueremo a farlo».
GLI ALTRI ALLEATI
Sul tema alleanze è intervenuto anche il capogruppo di Abruzzo in Comune, Sandro Mariani: «Personalmente non amo lanciarmi in analisi trionfalistiche del risultato elettorale, ma quello che è emerso, all’indomani delle elezioni amministrative appena concluse in Abruzzo, è un risultato significativo che getta sicuramente le basi per un percorso che può e deve essere alternativo all’attuale governance di centrodestra che sta mostrando tutti i suoi limiti e i suoi fallimenti nella gestione dell’Abruzzo. Un ulteriore dato emerso dalle urne è che, oggi più che mai, per creare alternative credibili a chi ci sta mal governando in Regione occorre essere uniti e coesi sia nei programmi che negli obiettivi che ci si prefigge e, nelle città dove questo è avvenuto, gli elettori ci hanno premiato e l’ampia vittoria registrata ne è stata la naturale e scontata conseguenza. Non posso quindi che prendere atto e accogliere favorevolmente», prosegue Mariani, «l’apertura manifestata, in tal senso, dai colleghi del Movimento 5 Stelle e concordare con loro sulla necessità di chiedere, a tutte le parti interessate, l’istituzione di un coordinamento del campo largo che sia aperto a quanti vogliono essere alternativi all’attuale governo regionale: occorre porre le basi strutturali per costruire un progetto di Regione che sia convincente e vincente affinché sia premiato dai nostri concittadini». Infine un appello al Pd: «Ribadisco l’invito al segretario del Partito Democratico, Michele Fina, affinché si faccia promotore di un tavolo politico regionale di confronto e coordinamento tra tutte le forze politiche, i movimenti e le forze civiche per scrivere insieme il futuro della nostra regione».
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