Sant’Alfonso, parrocchia in lutto: padre Vincenzo vittima del Covid

30 Aprile 2020

Il religioso per oltre 30 anni è stato vice parroco. Era ricoverato nella Rsa di San Giovanni Teatino Il cordoglio dell’attuale parroco, padre Massimiliano: un esempio per tante persone che lo piangono

FRANCAVILLA. È scomparso ieri mattina, all'età di 86 anni, padre Vincenzo Baldesarra, fino a qualche mese fa vice parroco della chiesa di Sant'Alfonso a Francavilla, dove ha prestato servizio per quasi 30 anni. Il suo quadro clinico, già precario dallo scorso autunno, si era ulteriormente complicato negli ultimi tempi da quando aveva contratto il coronavirus, motivo per cui per una settimana è rimasto ricoverato in ospedale a Chieti, dov'è avvenuto il decesso.
Per la città di Francavilla si tratta dell'ottava morte causata anche dal Covid-19, che in questo caso, così come in altri, non ha fatto altro che contribuire al triste epilogo unitamente a patologie pregresse. Come raccontato dall'attuale parroco della chiesa, padre Massimiliano Guardini dell'ordine del Santissimo Redentore, già dallo scorso ottobre padre Vincenzo aveva iniziato ad accusare una serie di problemi clinici che lo avevano costretto al ricovero in una struttura privata, prima di essere trasferito nella Rsa Villa San Giovanni a San Giovanni Teatino, dove si ipotizza che l'anziano avrebbe contratto l'infezione. Infatti, proprio dalla struttura privata è stato trasportato nel reparto di malattie infettive dell'ospedale teatino, dove si è spento a seguito di una serie di complicanze. La notizia della sua morte si è presto diffusa all'interno della comunità dei fedeli, per i quali padre Vincenzo per anni ha rappresentato un vero e proprio punto di riferimento. «Ho ricevuto tanti messaggi di cordoglio», racconta il parroco Massimiliano, pure lui provato dal lutto. «Anche delle associazioni mi hanno scritto per farmi arrivare il loro affetto. Padre Vincenzo era un tipo taciturno, talvolta schivo, ma di grande bontà e di grandissimo cuore. Ha conquistato la fiducia di tutti con la sua franchezza ma anche con la fedeltà e la dedizione al lavoro. È stato un esempio per tante persone che adesso lo piangono».
Quindi continua: «Io però lo voglio ricordare con animo forte e sereno, certo che questo non è un addio ma un arrivederci».
Proprio per ricordarlo nel migliore dei modi, l'idea del parroco Massimiliano è quella di aspettare lunedì, quando in base alle disposizioni di legge sarà nuovamente consentita la cerimonia funebre, sia pur in forma estremamente ristretta, con un massimo di 15 persone come previsto dalle nuove disposizioni governative.
«Per adesso non c'è nulla di ufficiale», dice in attesa di capire cosa sarà possibile fare. «Certo», va avanti padre Massimiliano, «noi vorremmo aspettare la prima data utile per poterlo salutare insieme ai confratelli. In ogni caso sarà una cerimonia a porte chiuse in quanto non è consentito fare diversamente».
Se la richiesta verrà accolta sarà proprio la chiesa di Sant'Alfonso ad ospitare il rito, ma di questo se ne saprà di più nelle prossime ore.
Nel frattempo, rimanendo in tema di coronavirus va sottolineato che ieri non si sono registrati ulteriori casi di positività all'interno del territorio comunale, confermando un trend che lascia spazio a un cauto ottimismo. Due giorni fa lo stesso sindaco Luciani aveva annunciato la guarigione di tre cittadini e l’esito di 25 tamponi tutti negativi per altrettanti cittadini di Francavilla.
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