Sant’Andrea, in migliaia alla processione in mare

La statua del santo patrono dei pescatori trasportata da cinquanta imbarcazioni Cerimonia per le vittime, e una corona gettata al largo si è arenata sulla spiaggia
PESCARA. Decine di pescherecci stracolmi di fedeli, turisti e curiosi accerchiano l’imbarcazione del santo durante la processione in mare, ieri mattina, a due miglia dalla costa, con tragitto dalla Madonnina fino all’altezza di via Cavour e ritorno. È’ l’abbraccio vibrante della marineria a Sant’Andrea, che viene issato a bordo della “Aldo” alle 10,30 dopo la messa nella parrocchia guidata da padre Carlo Mattei e dal vice, padre Mario Camarda. La statua è scortata dal vescovo monsignor Tommaso Valentinetti, col sindaco Marco Alessandrini, il prefetto Gerardina Basilicata, il questore Francesco Misiti, il comandante dei carabinieri Marco Riscaldati, il comandante della Guardia costiera Donato De Carolis e tantissime altre autorità istituzionali, gente comune, famiglie della marina. Un lungo corteo di suoni, colori, musiche, pianti, lacrime, commozione, emozioni. È l’abbraccio dei pescaresi al patrono dei pescatori che viene scortato durante le tappe celebrative di un viaggio della memoria, di due ore, andata e ritorno dal porto canale, per onorare i morti in mare del passato e per chiedere al santo protezione per il futuro.
Un rito secolare, tra devozione, fede e superstizione, sempre uguale, ma sempre diverso, a detta di chi lo vive ogni anno. Il suono imperioso delle sirene, la banda di Introdacqua che intona il Silenzio quando le corone di fiori scendono in mare e navigano verso la costa, spiaggiandosi. La voce strozzata dall’emozione di Riccardo Padovano che elenca i nomi delle vittime risucchiate ma mai dimenticate. L’orgoglio del giovane armatore Aldo La Selva, 30 anni, a cui quest’anno è toccato l’onore di scortare il santo insieme al padre Mario. Le lacrime del capitano della barca Antonio Di Giovanni, al ricordo di Silvio Maione, detto Battellone, che nel dopoguerra, si è tuffato nelle acque cosparse di mine e ci ha quasi rimesso la vita. L’emozione di Eugenio Migliaccio, 18 anni di Frosinone, campione europeo di danza paraolimpica, che a tutti i costi ha voluto essere alla parata, accompagnato da mamma Maria e papà Tommaso.
Vittoria D’Incecco, medico e politico, a 4 anni c’era già con papà Giuseppe, ex sindaco. Tra i suoi ricordi di bimbetta, i marinai Massimuccio e Merluzzetto. A bordo, fiumi di spumante e ricco buffet. Il ritorno in porto alle 12.35, col mare “forza olio”, piatto. Il santo accolto dai fuochi pirotecnici di Carlo Cocco e gli applausi della folla lungo il fiume.

