Santuario chiuso, la protesta del parroco

10 Aprile 2021

Pescosansonesco, in ritardo i lavori alla chiesa di San Nunzio. Il sacerdote: basta cantieri, voglio riaprire

PESCOSANSONESCO. «Basta cantieri, voglio riaprire la chiesa ai fedeli entro la metà di aprile. Altrimenti, al posto dell'altare, ci metto un banchetto, apro i portoni e celebro messa».
Don Nicola Della Rocca, rettore del santuario di San Nunzio, a Pescosansonesco, perde la pazienza. E lancia l’ultimatum alle ditte appaltatrici che stanno eseguendo gli interventi di ristrutturazione e riverniciatura delle pareti del santuario di Riparossa, chiuso da un anno e tre mesi. Disagi che hanno provocato anche il blocco dell’economia del paese, che vive anche di pellegrinaggio e turismo. L’urna sacra del santo è ancora custodita, dopo il trasferimento a gennaio dello scorso anno, nella chiesetta romanica Santa Maria Assunta in Blosiana (o Blesiana) all’Ambrosiana, due chilometri di distanza dal santuario, meta di pellegrini da ogni dove. Tra meno di un mese, il paese guidato dal sindaco Nunzio Di Donato, celebrerà il 185esimo anno dalla morte di San Nunzio, avvenuta a Napoli il 5 maggio 1836. E c’è da preparare quantomeno una funzione religiosa o una veglia di preghiera, nel rispetto delle prescrizioni anti Covid. Perciò don Nicola chiede che siano velocizzati i lavori: «Entro il 15 aprile», si infiamma il parroco, «l’altare deve tornare al suo posto e i cantieri smantellati». Non ne può più degli inciampi causati dalle opere di messa in sicurezza della chiesa, che da oltre un anno procedono a passo di lumaca tra gli stop and go dettati dall'emergenza sanitaria e i ritardi tecnici delle imprese esecutrici. «Hanno dipinto le pareti», sfumate dal grigio del cemento, al bianco, «sto aspettando la conclusione degli interventi al presbiterio e il riposizionamento dell’altare. Ma, niente, chiamo ogni giorno le imprese. Mi dicono domani domani, ma questo domani non arriva mai. Io voglio riaprire il santuario ai fedeli, qui si è fermato tutto» conclude il sacerdote che non ha più intenzione di aspettare e minaccia di riaprire il santuario con i lavori in corso. Fermi anche quelli sul piazzale antistante che una volta completato, al netto degli espropri, si allargherà da 500 a 3500 metri quadrati.
Per gli interventi esterni, costati un milione di euro finanziati dalla Regione, ci vorrà più tempo. «I lavori proseguono seppur a rilento con la rivisitazione delle misure di sicurezza, manca la pavimentazione di spettacolare pietra grezza» rivela il sindaco Di Donato che auspica «la conclusione degli interventi, almeno, entro l’estate». Sono previsti nuovi parcheggi e area terminal bus, tra piazza Porta Nuova e il santuario. Rinascerà, con 680mila euro di fondi del sisma, anche la casa albergo di Riparossa che tornerà ad accogliere migliaia di pellegrini provenienti anche da tutta l’Italia e dall’estero.