«Sapori e saperi», l’appello delle Città del vino

16 Giugno 2018

L’associazione al rettore di Teramo Mastrocola: i territori hanno bisogno dell’università

PESCARA. «L’elezione del professor Dino Mastrocola a rettore dell’Università di Teramo è una buona notizia per le Città del vino». Lo dicono il vicepresidente nazionale dell’associazione Fabrizio Montepara, sindaco di Orsogna, il presidente nazionale degli ambasciatori delle Città del vino Antonio Di Biase e il sindaco di Tollo Angelo Radica, componente del consiglio nazionale. «Conosciamo l’attaccamento del rettore Mastrocola ai nostri territori, anche per la sua funzione già svolta di preside della facoltà di Agraria, e riteniamo che sia l’interlocutore più prezioso per noi, perché i territori di produzione del vino hanno bisogno di unirsi con il mondo del sapere universitario. Dobbiamo insomma unire sapori me saperi», dicono i rappresentanti dell’associazione che in Abruzzo raccoglie 30 comuni, «perché oggi l’Abruzzo, pur essendo una terra bellissima che fa prodotti eccezionali, non riesce a sfruttare queste sue vocazioni, anche per mancanza di un collegamento con il mondo culturale e scientifico». Questo gap si ripercuote sull’economia del settore, spiega Di Biase: «Noi facciamo un buon prodotto, però in Italiarestiamo lontani dai primi posti in termini di remunerazione del prodotto e di valorizzazione dei terreni. Se un barolo lo puoi vendere a 50 euro a bottiglia il nostro Montepulciano lo vendi a una media di 5-10 euro. Mentre il valore di un ettaro a vigneto in Abruzzo è di 30-40mila euro, in Italia nelle zone più pregiate parliamo di 300-400mila euro ad ettaro. Per questo è importante che l’università esca dalle sue mura e si esprima all’interno dei territori». Di Biase cita esempi di collaborazione università-territori in Campania e Basilicata. «E’ un solco che è stato già tracciato e sperimentato dalle Città del vino nazionale, penso per esempio alla valutazione dei territori prima di impiantare un vigneto. Oppure alla creazione di nuove norme per l’ambiente in direzione di una maggiore attrazione turistica». Queste proposte saranno espresse in una prossima visita che le Città del vino si propongono di fare al nuovo rettore, magari per lanciare l’idea di un master ad hoc sul vino. (a.d.f.)