Sarà il Tar a decidere dopo 10 anni dal vincolo a verde

PESCARA. Dopo 10 anni dall’entrata in vigore del vincolo a verde pubblico su 58 mila metri quadrati di terreni dietro alla pineta di Santa Filomena, originariamente edificabili e di proprietà di tre...
PESCARA. Dopo 10 anni dall’entrata in vigore del vincolo a verde pubblico su 58 mila metri quadrati di terreni dietro alla pineta di Santa Filomena, originariamente edificabili e di proprietà di tre gruppi edilizi, sarà il Tar a decidere se quel vincolo è legittimo o no. Ma la pronuncia del Tar, presieduto da Michele Eliantonio, non basterà a chiudere il caso dei palazzi sull’ultima area vista mare di Pescara.
A rendere edificabili quelle aree dietro alla pineta, tra la caserma della forestale e Le Naiadi, è stata la giunta Pace. Poi, la prima amministrazione D’Alfonso ha messo il vincolo a parco cancellando l’edificabilità. È per questo che le società San Michele di Montesilvano, del defunto Michele D’Andrea, Montedil di Montesilvano di Enio Chiavaroli, e Sopeco di Fabrizio Di Luzio si sono rivolte al Tar: le ditte sostengono che i provvedimenti del Comune per il parco Nord sono caratterizzati da «violazione e falsa applicazione di ogni norma di principio in materia di corretto agire dell’amministrazione. Eccesso di potere per errore sul presupposti. Difetto assoluto di motivazione. Contraddittorietà con la precedente determinazione. Illogicità manifesta». (p.l.)

