Sara e Claudio, una vita piena di progetti

27 Gennaio 2017

L’estetista di Atri è morta insieme al marito Claudio, titolare della ditta di pubblicità “Spot Vision”

ATRI. È il giorno delle lacrime e del lutto, ad Atri, per la morte a Rigopiano di Claudio Baldini e della moglie Sara Angelozzi, che hanno raggiunto il resort, come gli altri ospiti, per trascorrere qualche giorno di relax.

Baldini, 46 anni, era conosciuto anche grazie anche al suo lavoro, che lo portava a stare a contatto con molte persone. Era titolare della ditta di pubblicità “Spot Vision”, aveva avuto l’idea di pubblicizzare le attività commerciali tramite dei video, piazzati nei posti più frequentati delle città. E il suo progetto, che è stato esteso su tutta la costa, è stato anche il veicolo scelto dal Comune di Atri per diffondere gli eventi estivi della città.

Era sposato con Sara Angelozzi, amava molto lo sport, tanto che giocava a basket e calcio e si dilettava anche in gare podistiche. Il suo amico di una vita, Marcello Iannetti, lo saluta così su Facebook: «Con te, Claudio, mi sono incontrato per la prima volta all’asilo ed abbiamo continuato insieme il percorso scolastico fino alle superiori. Ma la nostra amicizia è andata oltre la scuola. Voglio ricordarvi con le foto, che ci ritraggono in momenti felici, gioiosi e spensierati. Riposate in pace, amici miei».

Sara era titolare del centro estetico “La Ninfea”, in via Ferrante, e le piaceva tanto viaggiare, conoscere il mondo. Il fratello Domenico le dice addio sui social, scrivendo: «Per me eri, sei e rimarrai un punto di riferimento, una guida da seguire in qualsiasi circostanza, la sorella maggiore da cui ho preso spunto nel seguire uno stile di vita. Ora veglia su tutti noi e dammi la forza per portare avanti ancora i tuoi progetti, che non moriranno mai. Ti amo Sá».

Ieri il Comune di Atri ha issato a mezz’asta la bandiera, in segno di lutto. Il sindaco Gabriele Astolfi ha commentato la tragedia di Rigopiano dicendo, commosso, che «la città perde tre figli (oltre alla coppia anche Cecilia Martella). Abbiamo sempre sperato che i nostri giovani concittadini sarebbero tornati presto tra noi, pur consapevoli che con il passare dei giorni le possibilità di ritrovare in vita Claudio, Sara e Cecilia diminuivano sempre più. È stata una settimana di ansia e sofferenza per tutta la città che ha seguito questo dramma in apprensione, ma con la speranza».

Domenico Forcella

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