Sarchese: 3 milioni da recuperare

10 Settembre 2020

Francavilla: nessuna entrata dopo i lavori di efficientamento. Caso in Parlamento

FRANCAVILLA. È finita con un’interrogazione in Parlamento la vicenda relativa ai certificati bianchi di Francavilla, una sorta di titolo azionario che avrebbe dovuto portare una cifra stimata sui 3 milioni di euro nelle casse comunali dopo i lavori di efficientamento energetico svolti nel 2017.
A riaccendere le luci sulla questione ci ha pensato il deputato del M5s Andrea Colletti, con il consigliere comunale Livio Sarchese. Di fatto, il meccanismo prevedeva che a seguito dell'opera portata avanti dal Comune per adeguarsi alle politiche di risparmio energetico, lo stesso ente, grazie all'intervento di un intermediario, avrebbe sviluppato oltre 11mila certificati bianchi da vendere su un mercato dedicato.
Quello che denunciano gli esponenti del Movimento è che tale vendita ci sarebbe stata in una sola circostanza (solo per il primo semestre) a fronte dei dieci previsti dal contratto, in quanto lo stesso gestore, dopo aver pagato una prima tranche all'intermediario di circa 260mila euro, avrebbe ravvisato delle irregolarità bloccando il processo.
A questo punto, nelle casse del Comune, non solo non sarebbero arrivati gli incassi di questa prima operazione, ma nemmeno quelli per i semestri successivi, rimasti fermi. In base a una stima fatta da un perito incaricato dal consigliere Sarchese, nonostante gli sforzi fatti per i lavori di efficientamento energetico, Francavilla a oggi avrebbe già subito un danno economico di circa 2milioni e 400mila euro, che in prospettiva diventerebbero tre.
«Questa vicenda rappresenta l'emblema dello scarso interesse con cui la pubblica amministrazione persegue il reperimento delle risorse da mettere a disposizione della collettività», attacca Sarchese. «Mettendo insieme i documenti di una vicenda che giaceva inspiegabilmente nei cassetti degli uffici locali dal 2017, siamo riusciti a ricostruire i fatti. Ebbene, il nostro Ente non ha ancora incassato oltre 2 milioni di euro maturati fino al 30 giugno 2020 in virtù del risparmio energetico conseguito». Quindi conclude: «Sono curioso di sapere a chi sia imputabile questo ritardo e chi dovrà corrispondere al Comune tale imponente somma, che al termine del periodo quinquennale dovrà portare a un incasso superiore ai 3 milioni di euro». (a.d.s.)
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