Sarchese: assurdo cedere le quote della Cosvega

19 Gennaio 2016

FRANCAVILLA. Il Movimento 5 Stelle contesta la decisione dell’amministrazione Luciani, di vendere le quote di Cosvega (società mista a capitale prevalentemente pubblico che vede il Comune come socio...

FRANCAVILLA. Il Movimento 5 Stelle contesta la decisione dell’amministrazione Luciani, di vendere le quote di Cosvega (società mista a capitale prevalentemente pubblico che vede il Comune come socio maggioritario). Una scelta che segue a ruota la cessione delle quote di Alento Gas, avvenuta un anno fa.

«Continua l’operazione di privatizzazione dei servizi pubblici» attacca il portavoce del gruppo pentastellato di Francavilla, Livio Sarchese. «Nel Consiglio comunale del 23 dicembre scorso, è stata deliberata la vendita della quota maggioritaria della Cosvega detenuta dal Comune, pari al 51%, concedendo il diritto di prelazione sull'acquisto in favore dell'attuale socio privato. Il Comune ha deciso, nell'ultimo semestre di legislatura, di cedere la quota di una società sana, per sua stessa ammissione, senza debiti e generatrice di utili, dedita al servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, oltre che alla manutenzione del verde pubblico e del cimitero, con risultati proficui».

Come precisato a suo tempo dallo stesso sindaco, «il valore stimato dell’intera società è di circa due milioni. La vendita delle quote del Comune partirà da un prezzo a base d’asta di circa un milione di euro». Nell’operazione è previsto l’affidamento dei servizi per 5 anni. Un’operazione che rientra nell’ottica di dismissione delle società partecipate. Nel 2011, però, in base a una ricognizione delle società partecipate, «con deliberazione del commissario straordinario, il Comune ha autorizzato il mantenimento delle partecipazioni nella Cosvega, poiché la società svolge attività di produzione di beni e servizi di interesse generale, collegata al perseguimento delle finalità istituzionali dell’ente» prosegue Sarchese. «Qual è la vera ragione della cessione della partecipazione azionaria, che non rientra nei casi di dismissione obbligatoria? Si vende solo per gli incentivi fiscali e per gli investimenti che conseguono dall’operazione? Siamo sicuri che si tratti di una buona scelta, cedere la partecipazione azionaria di una società che produce utili da reinvestire, nel breve e lungo periodo, a beneficio della collettività? Le nostre perplessità, sono legate anche alle prospettive di lavoro dei dipendenti, allorquando, scaduti i 5 anni di contratto, non potranno usufruire della mobilità del personale tra partecipate o del riassorbimento nel mercato del lavoro con l’attivazione di ammortizzatori sociali e meccanismi di politica attiva del lavoro».

Giuseppina Gherardi

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