Sarto picchiato e rapinato in casa Arrestata la donna della banda

La polizia scopre i responsabili del colpo del 20 novembre: l’anziano preso a pugni e derubato dell’oro Nella Spinelli tradita da un’impronta lasciata nell’appartamento, indagati anche due suoi familiari
PESCARA. Un’impronta lasciata sul tavolo della sala da pranzo e un fanale guasto dell’auto ripreso dalle telecamere di sorveglianza. Due elementi chiave per tessere l’arresto della donna della banda responsabile dell’aggressione in casa a un sarto di 88 anni in un palazzo di via Mazzarino. È durata meno di un mese l’impunità per Nella Spinelli, 46enne pescarese, che penetrò nell’appartamento al secondo piano utilizzando delle chiavi mentre il pensionato era intento a guardare la tv. Fu lei, secondo il giudice Antonella Di Carlo che ne ha disposto l’arresto su richiesta del pm Salvatore Campochiaro, a spintonare l’anziano e a far entrare in casa i due complici, uno dei quali colpì il sarto con un pugno in pieno viso prima di rubare tutto l’oro presente in casa, compresa la fede nuziale della moglie morta anni fa, dopo avere scardinato la cassaforte con una mola.
La donna tempo prima aveva avvicinato la vittima per offrirgli una prestazione sessuale, da lui rifiutata. Quella sera, il pensionato aveva sentito la porta di ingresso aprirsi; pensando fosse un suo parente in possesso delle chiavi, si era avvicinato all’uscio, dove gli si era parata davanti la Spinelli, che lo aveva subito spinto all’interno della sala, intimandogli di non muoversi e di stare zitto e calmo, minacciando di farlo sgozzare dalle persone che erano con lei. L’uomo aveva provato a opporre resistenza e a uscire dalla stanza, ma era stato picchiato da uno dei complici della donna. I malviventi erano riusciti a forzare la cassaforte a muro, in camera da letto, rubando diversi preziosi. Poi la fuga, mentre l’anziano, affacciatosi sul balcone aveva cominciato a gridare, facendo scattare i soccorsi. Sul posto erano intervenute la squadra volante e la squadra mobile, mentre la vittima era stata portata in ospedale e giudicata guaribile in 3 settimane. La polizia scientifica aveva rintracciato sul tavolo della sala un’impronta della Spinelli, già nota per reati contro il patrimonio e che quel giorno avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari a Collecorvino. Il coinvolgimento della 46enne è stato poi confermato dalle immagini del sistema di videosorveglianza di un negozio vicino all’abitazione rapinata, che hanno ripreso il passaggio di una Mercedes Classe A di colore scuro, il cui “stop” di sinistra non funzionava.
L’auto è risultata in uso ai familiari di Spinelli, due dei quali sono ora indagati. Nella Spinelli è stata rinchiusa nel carcere femminile di Chieti con le accuse di rapina, lesioni ed evasione, aggravati dall’esser stati commessi da più persone, dall’avere adoperato violenza idonea a porre la vittima in stato di incapacità di agire, dall’aver commesso il fatto in una casa privata e dall’aver approfittato dell’età della vittima, impossibilitata a difendersi. (e.r.)

