Sarto rapinato in casa Il testimone: urlava “chiamate la polizia”

21 Novembre 2019

Il magazziniere della farmacia tra i primi a intervenire La vittima ha riconosciuto la donna della banda in una foto

PESCARA. «Era sul balcone, l’ho sentito urlare: chiamate la polizia, chiamate la polizia, mi stanno rapinando, ho i ladri in casa». Così «insieme a un passante, che è stato il primo ad accorgersi che l’anziano era in difficoltà, abbiamo chiamato la polizia e poi siamo saliti a casa sua, ma i banditi non c’erano più, erano già scappati».
Racconta quei momenti concitati, Antonio, pescarese, magazziniere della farmacia dello Stadio, uno dei primi a soccorrere A.B., 88 anni, il pensionato picchiato e rapinato in casa dai banditi martedì intorno alle 18, mentre stava guardando la televisione. L’anziano, colpito all’occhio sinistro con un pugno da uno dei due uomini, mentre cercava di divincolarsi dalla presa della donna della banda che lo teneva bloccato in sala, è stato medicato al pronto soccorso. Confuso e sotto shock, è stato portato in ospedale dal figlio Salvatore, medico di base (inizialmente il pensionato ferito aveva rifiutato il trasporto in ambulanza), e sottoposto a tutti gli accertamenti prima di essere dimesso con una prognosi di 21 giorni per il trauma all’orbita sinistra.
«Non ha fratture ma è sotto shock, non ricorda nulla, è molto spaventato», riferiscono i familiari, che lo hanno portato via dall’abitazione dove è avvenuto l’assalto e che ieri, con il pensionato, hanno presentato denuncia in questura.
È Antonio, giovanissimo magazziniere della farmacia, il testimone delle grida di disperazione del sarto in pensione che dal balcone, al secondo piano dello stabile 38 di via Mazzarino, implorava aiuto proprio mentre i banditi gli tagliavano con un flessibile la cassaforte custodita in camera, per poi portargli via l’oro di famiglia e un orologio di marca prelevato dai cassetti del comò, lasciati sottosopra.
Sulla vicenda, che ha lasciato sotto choc un intero quartiere, sta indagando la squadra Mobile, diretta da Dante Cosentino. Da una prima ricostruzione, sembrerebbe che la banda, composta da due uomini e una donna, tutti italiani, siano entrati nell’appartamento al secondo piano dopo aver citofonato al pensionato.
L’88enne, che stava guardando la televisione in cucina, ricorda di aver aperto il portone pensando fossero i familiari. E poi, dopo i rumori alla porta, convinto che fossero il figlio e la nuora, si è ritrovato invece in balìa di quegli sconosciuti che, mentre lui tentava una reazione, lo hanno colpito con un pugno sul viso. Ma in quei momenti tremendi, avrebbe riconosciuto la donna: alta, capelli scuri, corporatura robusta. Agli investigatori che gli hanno mostrato una serie di foto segnaletiche, ha riferito di averla incrociata qualche giorno prima, sotto al palazzo, e di essere stato fermato dalla stessa con una scusa. Ora gli investigatori stanno visionando le immagini delle telecamere della farmacia, adiacente al civico 38, e della tabaccheria Camaioni, nelle vicinanze.
Sul posto, subito dopo il fatto, sono intervenute tre pattuglie della volante, coordinate da Paolo Robustelli, che hanno passato al setaccio l’intero stabile di via Mazzarino.
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