Sarà operato il disabile con problemi ai denti
PESCARA. «L’odissea di Giacomo si sta concludendo positivamente, ma questo deve essere uno sprone per garantire ai disabili, in particolare ai pazienti non collaboranti, piena accessibilità alle cure»...
PESCARA. «L’odissea di Giacomo si sta concludendo positivamente, ma questo deve essere uno sprone per garantire ai disabili, in particolare ai pazienti non collaboranti, piena accessibilità alle cure». Il presidente di Carrozzine Determinate Claudio Ferrante esprime soddisfazione per la risoluzione del caso del giovane pescarese, paziente non collaborante che dovrà sottoporsi, a giorni, a un intervento in anestesia totale in sala operatoria per curare due carie ed estrarre un dente rotto. È stato lungo l’iter per garantirgli le cure odontoiatriche di cui ha bisogno. Un iter che si è trasformato in una vera odissea per la famiglia, poiché l’ospedale di Pescara non effettua il servizio e nelle altre province c’erano infinite liste di attesa, in quanto Giacomo non era considerato urgenza.
Dopo la denuncia della madre del ragazzo, Sabrina Insolia, supportata da Carrozzine Determinate, l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì ha garantito piena disponibilità per risolvere il caso. L’odissea di Giacomo sta volgendo al termine, ma i riflettori, sottolinea Ferrante, devono restare accesi. «Curare alcune carie ed estrarre un dente sono cose apparentemente semplici per chiunque, ma non per le persone con disabilità gravissima come Giacomo, che non riesce a esprimere il suo disagio se non urlando dal dolore». «I pazienti non collaboranti devono essere assistiti in sala operatoria anche per le cure odontoiatriche», dichiara. «L’assessore Verì si è prontamente interessata al caso, recandosi personalmente all’ospedale di Lanciano dove Giacomo sarà operato. L’assessore, inoltre, ha preso l’impegno di confrontarci in Regione per realizzare un protocollo di prevenzione medica generale per i pazienti non collaboranti. Garantire la presa in carico delle persone con disabilità, favorire la prevenzione, prevedere un percorso di accesso differenziato per accoglienza e modalità per le prestazioni sanitarie è ciò che come associazione chiediamo da tempo. La soluzione del caso singolo deve essere sprone e occasione per costruire un percorso necessario e non più procrastinabile».
Rosa Anna Buonomo

