«Sarò sindaco per fare Grande Pescara»

17 Febbraio 2019

Costantini annuncia di volersi candidare: sono alternativo al centrosinistra, chiederò i voti anche agli elettori di destra

PESCARA. Carlo Costantini è sceso in campo per correre alle prossime elezioni comunali del 26 maggio. Il noto avvocato pescarese, ex deputato, ha confermato le indiscrezioni pubblicate ieri sul Centro e ha annunciato ufficialmente, in questa intervista, la sua candidatura a sindaco. Dopo cinque anni di pausa, torna quindi alla politica attiva con un obiettivo importante: completare il lavoro che aveva iniziato nel 2014, quando aveva promosso il referendum per la fusione dei tre Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, e arrivare finalmente alla nascita nel 2022 di una città più grande, quella che lui chiama la Grande Pescara e altri la Nuova Pescara. Ha già pronto un video, che dovrebbe pubblicare oggi sui suoi profili dei social network, per spiegare ai cittadini le ragioni di questa scelta. Ma lui, avverte, non si presenterà con forze politiche, perché vuole essere alternativo al centrosinistra, ma nello stesso tempo intende cercare consensi ovunque, a 360 gradi.
Avvocato, allora ha deciso di presentarsi alle prossime comunali.
«Sì, dopo cinque anni di lontananza dall’impegno politico, mi candido per guidare il processo iniziato nel 2011 e confermato dai pescaresi con il referendum del 2014 sulla Grande Pescara, per portarlo definitivamente a compimento. Questo sarà l’obiettivo centrale del mio programma».
La fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore è così importante da spingerla a candidarsi a sindaco?
«Entro il 2050, circa i due terzi della popolazione mondiale vivrà nelle città. Questo spostamento demografico rende necessario per i centri urbani iniziare a prepararsi per il futuro, migliorando le infrastrutture, l’innovazione tecnologica, le politiche urbanistiche e di sviluppo, i servizi ai cittadini e alle imprese, la protezione dell’ambiente. Quando nel 2011 ho reso pubblico, per la prima volta, il progetto di fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore ho pensato esattamente a questo: alla necessità di dotare il nostro territorio di un modello e di un assetto organizzativo più adeguato a raccogliere le sfide del futuro».
Nel 2014 però, quando si è svolto il referendum, lo scenario era diverso.
«Nel 2014, il tema della riorganizzazione della governance degli enti territoriali, in particolare dei Comuni, non era al centro del dibattito politico. Ma io sono sicuro che i pescaresi avrebbero compreso il senso di questa sfida. E così è avvenuto, se si considera che i sì al referendum hanno raggiunto una netta maggioranza in tutti e tre i Comuni e che nella città di Pescara si è rivelata addirittura schiacciante, con il voto favorevole di ben 46.280 pescaresi rispetto ai soli 19.538 contrari. Il resto è storia recente, con l’approvazione di una legge regionale che ha stabilito che il Comune della Nuova Pescara sarà istituito dal primo gennaio del 2022».
Le difficoltà da superare sono ancora tante: crede davvero di poter riuscire a far nascere questa super città?
«Occorrerà attendere ancora qualche anno, ma un punto fermo è messo: la Grande Pescara si farà. Dopo, insieme alla Grande Pescara, dovremo fare Pescara grande. E a farla non basteranno la maggiore dimensione demografica, la disponibilità di una grande superficie territoriale, i risparmi e i tagli ai costi della politica, la razionalizzazione dei servizi e le maggiori risorse che si renderanno disponibili. Occorreranno anche altre azioni, allo stesso modo coraggiose e sempre proiettate verso il futuro».
Dunque, sarà una candidatura autonoma, non si presenterà con il centrosinistra.
«La mia candidatura è alternativa all’amministrazione uscente di centrosinistra. Mi candido senza appartenere ad alcuna forza politica, perché per il futuro di Pescara le persone contano più dei partiti. Chiederò il consenso a tutti gli elettori, di destra, di centro e di sinistra, perché intendo aprire una fase costituente che ha bisogno del sostegno di tutti i pescaresi. Le persone mi hanno sostenuto nel percorso lungo e difficile che il 25 maggio 2014 ha portato 46.280 sì. Un percorso che non si è ancora concluso. È a loro che devo la mia candidatura».
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