Sbloccati i lavori per 64 alloggi: le case agli sfollati di Rancitelli

11 Ottobre 2018

Oggi il Comune consegnerà il cantiere al consorzio che realizzerà l’intervento, fermo da 12 anni Il completamento è atteso in nove mesi. Blasioli: «Non è nostra la responsabilità del lungo stop»

PESCARA. Due scheletri di palazzo mai ultimati: 64 appartamenti rimasti solo sulla carta, mai consegnati alle famiglie che avrebbero dovuto e potuto occuparli ormai da anni. L’incompiuta di via Tronto, a pochi metri dall’inizio della Tiburtina e della ferrovia, è rimasta nel degrado per troppi anni. In quel cantiere la gru è immobile dal 2006 quando i lavori aggiudicati dal Comune si sono fermati per non ripartire più. Ma oggi è il giorno della svolta perché alle 11 è attesa la ripresa dei lavori, che sono stati affidati da Palazzo di città al Consorzio Artek di Roma, per un importo di 3.653.114 euro (in città ha già realizzato la casa dello studente). Quegli alloggi, una volta pronti, saranno assegnati in via prioritaria alle famiglie sgomberate da via Lago di Borgiano.
L’annuncio, con la grande soddisfazione che ne deriva, è del vice sindaco Antonio Blasioli che ha seguito da vicino tutto l’iter, insieme al sindaco Marco Alessandrini. E ricorda che dal 2017 a oggi si sono presentati tanti problemi, «una marea». Per cui oggi è «molto contento» per l’intervento che riparte e che «non si è certo fermato per responsabilità dell’amministrazione, anche se non era la nostra».
Il lungo stop nella costruzione delle due palazzine di alloggi popolari, spiega, è legato «al contenzioso nato tra l’amministrazione comunale e la prima ditta che si era aggiudicata i lavori (individuata nel 2006 tramite gara), che ha bloccato l’intervento. Il primo grado di giudizio si è concluso a favore del Comune e si è arrivati alla risoluzione del contratto per cui c’è stata la possibilità di far ripartire l’iter. È stato approvato il nuovo progetto, tenendo conto della parte di intervento realizzato dall’impresa, ci siamo assicurati a Roma di non aver perso i fondi ed è stata promossa una nuova gara. Ma i problemi sono stati innumerevoli».
Solo a citarne alcuni, Blasioli parla del «ricorso in appello presentato dalla ditta che si era occupata della prima parte della costruzione. Poi c’è stata la nomina di un consulente tecnico d’ufficio, incaricato di svolgere una relazione peritale» sulla parte di lavori già effettuati. Arrivare alla perizia è stato complicato perché «abbiamo promosso lo sgombero dell’area», rifugio di tossicodipendenti e senza tetto, «e abbiamo dovuto attaccare delle pompe per svuotare le fondamenta, piene d’acqua. Nel cuore della notte qualcuno ha staccato le pompe, ed è saltata la visita del consulente. Ora che la relazione è stata presentata e la ditta è pronta ad iniziare i lavori, possiamo consegnare il cantiere. L’area va bonificata (è piena di siringhe) e i lavori andranno completati in 270 giorni».
Il compiacimento deriva anche dal fatto che «con queste case saranno soddisfatte le famiglie che occupavano gli alloggi esistenti in quel punto e le famiglie sfollate a luglio 2017 dai palazzi a rischio di via Lago di Borgiano: ce ne sono 25 (su 74) rimaste senza casa, non avendo trovato una sistemazione. Ed è a loro, in base alla legge regionale, che spetta la priorità». Il vice sindaco spera che gli ostacoli siano finiti qui. «Mi auguro che vengano rispettati i tempi e che, una volta ultimati, il Comune possa assegnare subito questi appartamenti».
Oggi, arrivati allo sblocco della incompiuta di via Tronto, sono doverosi due ringraziamenti, per Blasioli: e vanno a Angelo Giuliante e Tommaso Vespasiano, il funzionario e il dirigente che «ci hanno permesso di arrivare a questo punto».