Sborgia: D’Alfonso rilanci il centro agroalimentare

28 Marzo 2015

CEPAGATTI. Manca ancora, perlomeno non è stato presentato, un piano di rilancio del centro agroalimentare Valle della Pescara, che rischia di sprofondare tra i debiti, arrivati a quota 8 milioni di...

CEPAGATTI. Manca ancora, perlomeno non è stato presentato, un piano di rilancio del centro agroalimentare Valle della Pescara, che rischia di sprofondare tra i debiti, arrivati a quota 8 milioni di euro l’anno scorso. Il nuovo piano è atteso da tutti gli operatori del mercato da quando si è insediato il cda, per la prima volta composto solo da tecnici, nominato lo scorso novembre. Revocato lo stato liquidazione, avviato dalla precedente gestione e dall’ex governo regionale, tutto tace sul versante risanamento economico e sul futuro del complesso ortofrutticolo e di chi ci lavora, ogni giorno 200 operatori, senza contare i contadini, in estate anche 300, che vanno a vendere gli ortaggi coltivati nei loro campi, più l’indotto dei piccoli negozi e supermercati che si riforniscono alla Valle della Pescara.

Con una lettera aperta al governatore Luciano D’Alfonso, il coordinatore del movimento Regione Facile Camillo Sborgia, assessore comunale di Cepagatti, lancia alcune proposte per il piano industriale: «L’agroalimentare è un servizio che funge da calmiere per i consumatori e da volano di sviluppo alla nostra agricoltura. Ha bisogno di un piano industriale che tenga presente diversi fattori, dalla garanzia dei livelli occupazionali alla riduzione del costo dell’energia (fotovoltaico o similare). Importante poi mantenere un equo costo degli affitti e dei servizi».

Sul fronte debiti, da registrare l’accordo con la società che per un debito di 800 mila euro aveva fatto sequestrare il conto corrente del mercato. Ci sarebbe in corso anche una trattativa con il Comune di Cepagatti per ottenere un piano di rientro con rateizzazione per il maxi debito di un milione, già in fase di riscossione coattiva, per l’Ici mai versata. Continua intanto a produrre fior d’intessi la rata del mutuo che resta da saldare a banca Bis-Intesa, un debito che già nel 2011 ammontava a 4 milioni 662 mila euro.

Gabriella Di Lorito

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