Scafa, ancora pochi giorni per rilevare la ex Sama

Opificio del Demanio un tempo gestito da Italcementi può tornare operativo con venti addetti specializzati nella lavorazione delle mattonelle di bitume
SCAFA. Il 12 gennaio prossimo sarà l’ultimo giorno utile per presentare offerte finalizzate alla gestione della Sama, l'opificio del Demanio che, fino a qualche anno fa, quando era sotto la giurisdizione della Italcementi, produceva mattonelle di bitume. Il materiale viene estratto da cave del complesso minerario di San Valentino, limitrofe a Scafa e situate in massima parte nel territorio comunale di Manoppello.
Il bando, in virtù del lavoro di collaborazione svolto dall'amministrazione di Scafa, è stato pubblicato in modo congiunto da Agenzia del demanio e Regione Abruzzo, rispettivamente proprietari dell'opificio di Scafa e delle miniere di roccia asfaltica. La procedura consentirà all’impresa aggiudicataria di poter lavorare sia nella miniera sia nella produzione. La ditta vincitrice del bando otterrà infatti la concessione per sfruttare il sito minerario e la successiva produzione di mattonelle di bitume con l'utilizzo dell'opificio per 19 anni. Concessione che prevede un impegno da parte dei concorrenti di 62 mila euro come base d'asta.
«Quel che sarà valutato per individuare ul vincitore» spiega il sindaco, Maurizio Giancola, «è la proposta progettuale che dovrà includere un piano economico-finanziario con valutazione dell’impatto sociale e delle possibilità di recupero della forza lavoro, oggi ferma». Si prevede che potranno essere reimpiegate nel ciclo di produzione almeno 20 lavoratori specializzati, ripescati soprattutto fra i dipendenti collocati in mobilità quando la fabbrica chiuse, oltre ai lavoratori dell’indotto. Numeri che tutti sono sicuri potranno crescere negli anni, poiché la fabbrica, una volta tornata in attività, sarà l'unica in Italia a porre sul mercato quel tipo di prodotto ed ha già come cliente di non poco contro le Ferrovie dello Stato che lo utilizza largamente nelle pavimentazioni delle stazioni ferroviarie.
«Contiamo che entro l'anno prossimo» riprende Giancola «la nostra piccola industria potrà riprendere l'attività con la massima efficienza e sicurezza om modo da restituire alla cittadina e al nostro comprensorio quella parte di utile economico perduto in questi anni. Ci saranno tempi tecnici obbligati che dovranno trascorrere dal momento della aggiudicazione all'affidamento temporaneo fino a quello definitivo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

