Scafa e Tocco insieme per gestire il piano sociale

Le due amministrazioni escono dall’azienda Maiella Morrone e si associano: risparmieremo e la qualità dei servizi migliorerà. Chi vuole può unirsi a noi
SCAFA. Costituiscono un’associazione di comuni per la gestione delle politiche sociali ed escono dall’azienda Maiella Morrone spa, nonostante l’omonima Comunità Montana che l'aveva partorita per svolgere questa funzione, abbia cessato da tempo di esistere.
L'intesa delle due amministrazioni, rette dai sindaci Maurizio Giancola e Luciano Lattanzio, è da considerare una scelta di rottura con il passato ed è scaturita dalla considerazione che da soli si può meglio incidere sulle politiche sociali dei propri comuni e fare economie sugli esborsi. «Scafa», afferma Giancola, «versava alla Comunità montana circa 73mila euro, cui si aggiungevano altri 26mila di fondi nazionali, ogni anno, ricevendo in cambio servizi per l'equivalente di circa 50mila euro. Noi abbiamo sempre versato le quote puntualmente, altri Comuni hanno accumulato un debito di circa 700mila euro. L'accordo con Tocco da Casauria», incalza Giancola, «stabilisce che l’attuazione del piano sociale sarà affidato a una cooperativa, il che ci consentirà di risparmiare circa 15mila euro l'anno. Attualmente», fa notare il sindaco, «in forza alla Maiella Morrone ci sono solo due dipendenti di Scafa: anche in termini occupazionali per noi non c'è alcun vantaggio a restare in questo sodalizio. La cooperativa di cui si avvarrà la nostra associazione, che avrà sede a Scafa considerato comune capofila essendo sede di distretto sanitario, avrà personale proveniente dai due comuni interessati ai servizi».
Giancola fa anche rilevare che ai due comuni è stato proposto di acquisire quote della società Maiella Morrone, proposta non accettata atteso l'indebitamento della società. L'associazione dei due comuni resta aperta ad accogliere altri comuni che volessero associarsi. «I risparmi che si conseguiranno non comporteranno diminuzioni della qualità del servizio», interviene il consigliere delegato alle Politiche sociali di Scafa Fabio Di Venanzio. «Abbiamo fatto una verifica dei costi e abbiamo accertato che, per l’assistenza domiciliare, il costo di un'ora del servizio era di 20 euro, al contrario noi ne daremo 17, garantendo un servizio di eguale o maggiore qualità». «Ma non si tratta solo di un problema di costi», spiega Luciano Lattanzio, «ma soprattutto di qualità del servizio che in questo modo verrà ottimizzato a vantaggio della collettività dei due centri. Avevamo in passato avviato un percorso virtuoso verso questa direzione, attraverso le colonie marine estive e il trasporto di ragazzi con problemi cognitivi per le cure in centri specializzati, convenzionati con la Asl. Sono convinto», conclude Lattanzio, «che altre municipalità decideranno di percorrere questa strada».
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