Scafa insorge: «No ad altri clandestini»

22 Agosto 2017

Oggi Consiglio comunale contro il progetto di una società del Nord che vuole allestire un centro di accoglienza in paese

SCAFA . Dopo due anni, torna a Scafa l'incubo immigrati. Una società del nord Italia starebbe per acquisire un grosso immobile in contrada Mampioppo per farne un centro di accoglienza per richiedenti asilo, nella immediata periferia del paese adiacente alla località Pianapuccia, consistente addirittura di 30 vani catastali oltre a rimesse e a circa 900 metri quadrati di area scoperta.
Uno stabile che sarebbe in grado di accogliere varie decine di profughi. Sulla questione cittadini, sindaco e amministrazione comunale si organizzano per giocare d'anticipo opponendosi all'iniziativa. Oggi infatti, alle 18,30, ci sarà un Consiglio comunale convocato ad hoc, mentre ieri sera, a Pianapuccia, c'è stata una assemblea cittadina per discutere del problema. Gli scafesi sono in linea con l'amministrazione comunale, che respinge ilprogetto di accoglienza: «Il nostro paese non è in grado» dice il sindaco, Maurizio Giancola, «di accogliere profughi. Non ha strutture e infrastrutture adeguate. Non vi sono le condizioni per far fronte a cittadini che hanno bisogni ai quali non possiamo sopperire».
Nei giorni precedenti il Ferragosto, in municipio, si sono presentati alcuni rappresentati del sodalizio interessato all'operazione profughi. «Ci hanno detto che torneranno a settembre per illustrarci il progetto in modo particolareggiato, ma il punto centrale è chiaro, non c'è altro da capire. Come amministrazione», incalza Giancola, «abbiamo fatto tutti gli accertamenti sul territorio e sulla titolarità dell'immobile preso in esame. Ora non posso che manifestare la mia profonda preoccupazione per la situazione che potrebbe venire a crearsi. Non vanno sottovalutati» prosegue il sindaco «i problemi di ordine pubblico e di carattere igienico-sanitario che comporterebbe l'insediamento di un centro d'accoglienza. Lo dico con grande chiarezza: il nostro Comune non ha i mezzi né il personale necessari a svolgere i controlli e a gestire una situazione copme questa». Giancola fa notare che, viste le dimensioni dell'immobile, il numero degli immigrati violerebbe il rapporto di 2,5 per ogni mille abitanti stabilito dalle normative vigenti, senza considerare che nella vicina contrada Pescarina di Turrivalignani c'è già un centro d'accoglienza per richiedenti asilo che si servono di tutta la rete di servizi di Scafa. «Quindi è come se li avessimo accolti noi» puntualizza Giancola. «Accrescere la presenza di profughi con l'apertura d'un altro centro scatenerebbe tensioni sociali che potrebbero andare fuori controllo. La verità è che in materia d'immigrazione» chiosa il sindaco «il governo nazionale porta avanti una politica irresponsabile, le cui conseguenze gravano sulle comunità locali. Non è il modo di affrontare i problemi, così l'unico risultato che si ottiene è arricchire chi promuove l'iniziativa».
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