Scafa: pochi pediatri, appello di 200 mamme

16 Gennaio 2021

Al distretto due medici in pensione su quattro. Le madri: «I nostri figli sono senza copertura medica»

SCAFA. A Scafa esplode la rabbia di 200 mamme contro la carenza dei pediatri nel distretto territoriale. Fino al 2019 erano quattro, poi due sono andati in pensione (la seconda nel dicembre 2020) e trasferito i pazienti ai colleghi rimasti operativi. Dei due, una pediatra ha raggiunto il limite massimo di pazienti che può seguire, secondo le normative, e l'altro è costretto ad accollarsi i restanti. Il risultato è che a oggi «diversi bambini tra zero a sei anni sono senza copertura medica». Questo raccontano al Centro le mamme di una ventina di Comuni della Val Pescara, che assicurano di essersi attivate da tempo per cercare una soluzione. In una nota la portavoce del gruppo spiega che la situazione «costringe la maggioranza dei genitori a iscrivere i figli all'unico medico disponibile, privandoci della libera scelta. Abbiamo chiesto alla Asl di prendere provvedimenti in tempo».
Asl e Regione hanno fatto sapere che «ci sono tempi burocratici da rispettare, se ne riparlerà il 19 gennaio». Così esplode la rabbia delle mamme: «In piena pandemia e in pieno inverno i nostri figli, bambini da zero a sei anni, sono senza copertura medica. Secondo voci che ci arrivano sembra che sia stata data la disponibilità ai due pediatri in servizio di accogliere i bimbi per 3 mesi fino all' arrivo di un nuovo medico». Ma, obiettano le madri, «i bimbi non sono pacchi postali, hanno paura ad andare dal dottore e fanno fatica a fidarsi di loro: come possono saltare dal proprio pediatra a uno provvisorio a un altro che, se Dio vorrà, arriverà fra 3 mesi?». «E come possono», obiettano, «in una situazione come quella attuale due medici soltanto sopperire alla necessità dei bambini avendo sulle spalle i bimbi seguiti da ben 4 pediatri?».
Del caso si sta occupando il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari che ha segnalato la questione all'assessore alla Salute, Nicoletta Verì e al direttore regionale del dipartimento Sanità, Claudio D’Amario. E spiega i tecnicismi, il consigliere pentastellato: «A oggi, fino alla stipula dei nuovi accordi regionali, per ciascun ambito territoriale può essere iscritto un pediatra per ogni 600 residenti, o frazione superiore a 300, di età compresa tra 0 e 6 anni. Ma ci sono dei casi dove i numeri non corrispondono alla realtà dei servizi offerti». «Ad esempio», prosegue Pettinari, «nel Comune di Scafa, si lamenta una grave carenza dei pediatri di famiglia che sembrerebbe causata dalla quiescenza di ben due pediatri, cosa peraltro già nota da circa un anno. I pediatri quindi risultano, ma sono fermi nelle loro attività, lasciando senza assistenza sanitaria un gran numero di minori, tra cui molti neonati e bambini di pochi mesi. Anche a Pescara la problematica è stata denunciata da genitori che non possono usufruire del servizio in quanto i medici pediatri presenti non hanno la possibilità di accettare nuove iscrizioni, avendo già raggiunto il numero massimo previsto dall’accordo». «È indubbio», incalza il consigliere, «che il particolare momento legato al Covid richieda, in generale, una presenza maggiore di medici pediatri sul territorio regionale, anche alla luce delle nuove regole per la riammissione a scuola che, solo con pochi giorni di assenza, necessita di certificato medico. Inoltre ho chiesto di aggiornare gli accordi regionali consentendo l’inserimento di nuovi pediatri convenzionati sul territorio in modo da avere un’offerta adeguata alle nuove esigenze di salute dettate dalla pandemia. Infine, ma non da ultimo, il dipartimento Salute proceda a verifiche periodiche nei confronti delle attività poste in essere da parte delle quattro Asl».