Scafa, sindaci uniti per il distretto

2 Dicembre 2017

Lunedì in municipio incontro pubblico con i primi cittadini della Val Pescara, Sospiri e Di Matteo

SCAFA . Amministrazione comunale, cittadini, assistiti dalla Asl, non ce la fanno più a tollerare la silente opera «di ridimensionamento delle attività del Distretto sanitario di base», un'opera di «distruzione sistematica della sanità pubblica in Val Pescara, senza riguardi per nessuno» come la definiscono gli amministratori comunali «e alla quale ora ci opporremo con tutti i nostri mezzi».
«Vogliamo», dicono, «che si torni all'assistenza sanitaria presente sul territorio, vicina al cittadino, una politica di cui il nostro distretto, negli anni passati, è stato un valido esempio, un modello ed un successo riconosciuto da tutti». Per discutere del problema che e renderne partecipi gli assistiti, l'amministrazione del sindaco Maurzio Giancola ha organizzato, per lunedì alle 10,30, nell’aula consiliare del municipio, una conferenza stampa e un incontro pubblico al quale prenderanno parte anche il vice sindaco e assessore alla sanità Giordano Di Fiore, il consigliere delegato alle politiche sociali Fabio Di Venanzio, molti sindaci dei centri della Val Pescara, il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, l'assessore regionale Donato Di Matteo e il personale del Distretto sanitario di base di Scafa e dell’Uccp (Unità complessa cure primarie), ex Utap.
Che cosa è successo in questi anni? Gli amministratori lo hanno scritto punto per punto in un documento pubblico che sarà divulgato lunedì mattina. In breve è stata spostata la palestra della riabilitazione alla struttura di San Valentino malgrado l'impianto non fosse idoneo, spostando l'inizio dei lavori per il miglioramento di quella di Scafa dal 2017 al 2018. E poi «il laboratorio analisi e l'ambulatorio d'allergologia sono stati chiusi; in radiologia, due tecnici sono andati in pensione, ma uno solo è stato sostituito, c'è un solo medico con incarico annuale, il servizio di screening mammografico è stato interrotto, il mammografo dismesso non è stato sostituito, è stato richiesto un nuovo ecografo che non è mai arrivato; i servizi Cup e Adi sono stati appaltati a delle cooperative e la qualità dell'assistenza a domicilio ora è bassissima; i tempi d'attesa sono eccessivamente lunghi per alcune prestazioni specialistiche ambulatoriali conseguenti al mancato incremento di ore per pneumologia, oculistica e angiologia»; e tanto altro che sarà bene ascoltare dalla viva voce degli amministratori.