Scambio d’impiegati: 160 fuori e 170 dentro
Accordo con i sindacati: esuberi, in pensione stipendiati per un anno. Al loro posto gli ex delle Province
PESCARA. Un maxi turn over, tra i dipendenti regionali, a partire dal primo gennaio. Già, poiché in applicazione della cosiddetta pre-Fornero, il decreto legge numero 95 del 2012, la Regione ha posto in uscita 160 dipendenti - più o meno il 10% dell’intera pianta organica , visto che in totale sono circa 1600 - dichiarati in esubero, i quali potranno andare in pensione già dal prossimo mese.
A rimpiazzarli saranno chiamati i circa 170 dipendenti - già tutti incardinati nell’Ente, con la seconda ondata di arrivi, avvenuta circa un mese fa, l’11 novembre - delle Province, ormai esautorate, anche se ancora costituzionalmente vive, dopo la bocciatura referendaria delle legge di riforma sancita domenica scorsa.
La Regione, dunque, se da una parte è vero che per i prossimi tre anni – per quei profili dichiarati in esubero – non potrà assumere personale e dunque si ringiovanisce, in quanto i nuovi arrivi dalle Province hanno un’età mediamente più giovane dei dipendenti in esubero prossimi alla pensione, da un’altra parte per il proprio fabbisogno potrà comunque assumere nuovi profili tecnici come statistici, economisti e informatici.
Un atto unilaterale, questo della Regione, che, però, a causa del mancato preavviso dei sei mesi, previsto sempre dalla normativa, si assumerà l’onere di erogare, dal prossimo gennaio, fino al giugno 2017, gli stipendi dei dipendenti dichiarati in esubero. Alla Regione tengono a sottolineare che non si tratta, tuttavia, di un aggravio di spesa bensì di un risparmio, da parte dell’amministrazione, dovuto al fatto che essa non sarà tenuta al versamento dei contributi figurativi.
I dettagli sono stati definiti in occasione dell’ incontro tra i dirigenti dell’amministrazione regionale ed i sindacati - Cgil, Cisl, Uil e Ugl - i quali, tra l’altro, hanno chiesto rassicurazioni sull’«uscita» anticipata dei 160 dipendenti: ovvero una verifica approfondita sui requisiti richiesti dall’Inps, per il prepensionamento, da parte di coloro dichiarati in surplus.
La maggior parte dei «pensionati» della Regione, riguarda soprattutto i dipendenti della categoria A, come gli uscieri; della categoria B1, il settore amministrativo; della C, assistenti contabili e tecnici; e, infine, della D1, come gli specialisti culturali, e della D 3, i funzionari amministrativi esperti. Un atto che, seppur non contrattato in quanto unilaterale, è apprezzato dai sindacati. «Prendiamo atto della scelta dell’amministrazione», fa sapere al termine dell’incontro Rita Candeloro, della Cgil funzione pubblica, «e consideriamo anche, come atto positivo, lo svecchiamento dell’età media dei dipendenti, augurandoci che la Regione abbia individuati i profili giusti da mandare in esubero, poiché per tre anni non potrà assumere».
Per Vincenzo Traniello, della Cisl funzione pubblica, «durante l'incontro ci siamo preoccupati di chiarire con la Regione che nessuno dei dichiarati in esubero, sia messo in mobilità». Condivisione con la decisione regionale, arriva anche da Luigi Buzzelli, della Ugl Fna regionale. «Siamo contenti di questa soluzione», sottolinea, «e di questo diamo atto al presidente D’Alfonso». Concorda Marco Cipolletti, della rappresentanza sindacale unitaria della Uil Spl, giunta regionale Abruzzo. «Riteniamo che fosse un provvedimento che andava esperito», osserva, «anche se è un po’ tardivo».
La decisione, da parte della Regione, può essere adottata già da domani, con una delibera di giunta.
Vito de Luca
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