Scandalo del cimitero Sette rinvii a giudizio per l’appalto pilotato

23 Maggio 2019

Francavilla, corruzione e associazione per delinquere Processo a settembre. Tra gli imputati, il dirigente Sorgi  

FRANCAVILLA. Il prossimo 17 settembre i protagonisti dell’operazione “Re Sole”, verranno processati dai giudici del tribunale di Chieti.
Al termine dell’udienza preliminare di ieri, gli imputati coinvolti nello scandalo per l’ampliamento del cimitero di Francavilla al Mare, sono stati rinviati a giudizio con accuse anche piuttosto pesanti che, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere, alla corruzione, alla turbata libertà degli incanti, al falso. L’operazione venne chiamata così utilizzando il soprannome dato a uno dei principali imputati, e cioè al super dirigente regionale Antonio Sorgi, ritenuto anche amministratore di fatto della “L.T. Progetti srl” rappresentata dalla moglie Lorella Crescentini, non indagata.
Insieme a lui, sotto processo, sono finiti Giovanni Vaccarini, direttore tecnico nonché titolare di quote della società “Sincretica srl”; Antonio Di Ferdinando, direttore tecnico della società “Di Ferdinando Michele Costruzioni Generali srl”, società che operavano nel consorzio “Finanza & Progetti” che si aggiudicò l’appalto da oltre due milioni di euro; Roberto Olivieri, dirigente del servizio attività produttive del Comune di Francavilla al Mare, nonché presidente della commissione di gara relativa all’ampliamento del cimitero di Francavilla; Antonio Forese, dirigente della Provincia di Pescara e dirigente del Comune di Francavilla e componente della commissione di gara; Graziano Cialfi, responsabile del servizio programmazione e gestione del territorio dello stesso Comune; Antonio Giordano, architetto al Comune di Francavilla e segretario della commissione di gara.
Tutti, secondo l’accusa, avrebbero “lavorato” per aggiudicare la gara al Consorzio “Finanza & Progetti”. A carico di Sorgi, Giordano, Vaccarini e Di Ferdinando il pm Giuseppe Falasca aveva ipotizzato il reato di associazione per delinquere, finalizzata a «commettere una serie indeterminata di delitti di corruzione aggravata», come si legge nell’imputazione che sintetizza tutta la vicenda giudiziaria, «e di turbata libertà degli incanti».
«Gli stessi», prosegue l’accusa», condizionavano, con le loro influenze e conoscenze anche all’interno degli uffici pubblici cui di volta in volta si sono rivolti, a favore del Consorzio e della Società Sinertica, l’affidamento di commesse mediante il loro intervento sulle procedure di evidenza pubblica, in cambio di contropartite economiche». I quattro, ognuno per le loro specifiche competenze, «si adoperavano per promuovere e costituire la predetta associazione volta a favorire l’aggiudicazione di commesse pubbliche in loro favore, mediante la promessa di dazioni corruttive costituite da contratti di consulenza e/o assunzioni clientelari e/o emissione di atti pubblici da parte di Sorgi nella sua qualità di dirigente, organizzando così l’assegnazione di un numero indeterminato di commesse pubbliche da attuarsi tramite il condizionamento delle procedure di evidenza pubblica». Per la gara del cimitero, secondo l’accusa, tutti gli imputati avrebbero agito sollecitando più volte il presidente e il segretario della commissione di gara «sia per avere l’assegnazione dei lotti in maniera distinta, sia per convincere diverse società a entrare in Ati con il Consorzio, che per far sì che l’Ati composta dalla De Cesaris Angelo-Alma Cis, la cui ammissione alla gara era stata dichiarata inizialmente inammissibile, non rientrasse nel novero delle ditte da valutare», così facendo «ne turbavano l’andamento facendo sì che si giungesse alla decisione definitiva di aggiudicazione al Consorzio». Gara poi annullata in autotutela dal Comune.