Scandalo delle mense i Nas sentono i genitori

Prime audizioni in ospedale per ricostruire la casistica dei circa 200 bimbi ricoverati E sono attesi per oggi anche i primi risultati delle analisi dell’Istituto zooprofilattico
PESCARA. Primi controlli dei bambini dopo i ricoveri, e prime audizioni dei rispettivi genitori. Entra nel vivo l’indagine epidemiologica che i carabinieri del Nas guidati dal maggiore Domenico Candelli stanno portando avanti con la Asl per riuscire a stilare la campionatura esatta dei malori, circa 200, trattati dall’ospedale nei giorni dell’emergenza nelle scuole pescaresi. Le prime audizioni inizieranno in ospedale proprio questa mattina, e sempre per oggi sono attesi i primi risultati delle analisi affidate all’istituto Zooprofilattico di Teramo su tutto l’ingente materiale acquisito e sequestrato dai Nas nei due centri cottura di via Fonte Romana e via Lago di Borgiano e nella mensa di via Milano (successivamente posti sotto sequestro). Non solo materie prime e pasti test (i campioni di pasti conservati a temperature sotto zero negli stessi centri cottura), ma anche i tamponi ambientali fatti in quegli stessi ambienti dove le pietanze destinate ai bambini dei vari istituti pescaresi sono state preparate. Compito dell’Istituto zooprofilattico è individuare, analizzando tutto il materiale sequestrato, l’eventuale presenza del Campylobacter , il batterio ritenuto responsabile delle intossicazioni alimentari dei bambini in quanto rilevato nelle feci dei piccoli ricoverati dall’unità di Microbiologia della Asl. Un esito importante che indirizzerà la successiva attività investigativa che il procuratore aggiunto Annarita Mantini sta coordinando con la pm Anna Benigni, dopo aver già iscritto sul registro degli indagati quattro persone tra la presidente della Cir che gestisce il servizio di refezione scolastica in associazione temporanea di imprese (Ati) con BioRistoro Italia, due amministratori dell’associazione temporanea d’impresa e del responsabile delle procedure per prevenire le contaminazioni degli alimenti. I reati, finora, sono adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive, di natura colposa, e lesioni colpose. Indagini comunque lunghe e imponenti perché, come richiede anche l’istituto superiore della Sanità, va ricostruita la dinamica di quanto avvenuto non soltanto a livello statistico, ma scuola per scuola, classe per classe, andando a raccogliere e a incrociare con i dati dei menù proposti ai bambini in quei giorni di attacchi gastrointestinali anche quelli dei registri di classe per verificare assenze e presenze e poi confrontarle con chi, di quelle classi, si è poi sentito male. Un lavoro certosino per il quale sarà necessaria la collaborazione di tutti i genitori, non soltanto di quelli dei bambini ricoverati ma di quanti, pur non essendo ricorsi alle cure ospedaliere, hanno curato gli stessi sintomi a casa. Si comincia dalla scuola dov’è esploso il caso, quella di Piano T. «Abbiamo 14 classi, 4 dell’infanzia e 10 della primaria tra quelle dei bambini colpiti da malore», riferisce Claudio Cretarola, rappresentante di classe dei genitori, «ed è importante la collaborazione di tutti. Abbiamo totale fiducia nella dottoressa Mantini che coordina le indagini». (s.d.l.)

