Scarcerato per l’incidente, dentro per rissa

Il giovane alla guida dell’auto in cui morì un pugile torna in cella per un’aggressione con il coltello. Nei guai altri due
MONTESILVANO. Poco prima dell'ora di cena è stato protagonista di una rissa a Montesilvano, davanti ai palazzi gemelli, con l'accoltellamento di un romeno. Una volta lontano da lì, come se niente fosse, si è unito agli amici per un giro nei locali, e qualche ora dopo, in compagnia di quattro giovani, si è schiantato in auto contro un muro, a Spoltore, e nell'urto ha perso la vita un pugile non ancora 19enne, Leon Hamza. E' stata una serata all'insegna della violenza e della trasgressione quella trascorsa il 9 giugno scorso da Antonio Grieco, il 25enne di Varese che era alla guida di quella Clio, almeno stando alla ricostruzione di chi si è occupato di questi due fatti di sangue. Nelle ultime ore il giovane è stato nuovamente arrestato e se dopo l'incidente è finito in carcere per guida senza patente e in stato di ebbrezza alcolica, omicidio colposo e lesioni personali, ora viene accusato della rissa avvenuta a Montesilvano. Lo hanno condotto in carcere, su disposizione del gip Luca De Ninis (il pm è Barbara Del Bono), i carabinieri della compagnia di Montesilvano, che sono intervenuti davanti alla palazzina B dei palazzi gemelli, dove c'è stato il pestaggio, e in breve tempo sono risaliti ai quattro soggetti protagonisti dell'episodio.
Con Grieco altre tre persone sono finite nei guai, di cui due sono state arrestate dai militari dell'arma mentre l'ultima, che poi è la vittima dell'accoltellamento, è al momento irreperibile. In carcere sono stati rinchiusi Bibel Ouirghim, nato in Tunisia, 32 anni, e Amadou Mbaye, nato in Senegal, 37 anni, che devono rispondere di rissa e concorso in lesioni aggravate, esattamente come gli altri due. Manca all'appello colui che quella sera è stato accoltellato in via Lago di Bomba, Narcis Ion Lazar, romeno, 26 anni. Lo hanno colpito con particolare violenza, armati di coltelli e oggetti contundenti, ed è ipotizzabile che l'obiettivo della spedizione fosse quello di sfigurarlo perché i fendenti lo hanno raggiunto sul volto, all'altezza del naso, oltre che sull'avambraccio e al polpaccio.
I motivi della discussione non si conoscono ma è possibile che alla base di tutto ci siano questioni di droga o forse di prostituzione ma i carabinieri non escludono motivi più futili. Certo è che i quattro si conoscevano e si frequentavano. I carabinieri sono arrivati sul posto dopo aver ricevuto una serie di segnalazioni prima su una rissa in corso e poi su un ferito abbandonato a terra e mentre il romeno veniva trasportato in ospedale sono subito partiti gli accertamenti, con l'ascolto di coloro che hanno visto e sentito qualcosa. Con il passare delle ore, grazie alle testimonianze ma anche con il supporto delle telecamere della zona, gli investigatori del Nucleo operativo e radiomobile, diretti dal tenente Christian Petruzzella e coordinati dal capitano Enzo Marinelli, sono risaliti ai presunti protagonisti della rissa.
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