Scatola sospetta su una panchina: allarme bomba, evacuate 3 scuole

La procedura è scattata poco dopo le 8,30: chiusura della strada e messa in sicurezza dei cittadini Sul posto gli artificieri. Spostati nei cortili gli alunni del Ravasco, dell’Alberghiero e dell’Infanzia Fellini
PESCARA. Tutti fuori dalle aule e dalle scuole, in cortile, per un allarme bomba. È stato un inizio di giornata molto concitato, quello di ieri, per gli alunni dell’istituto Ravasco, per quelli del biennio dell’Alberghiero De Cecco e per i piccoli che frequentano la scuola dell’infanzia Fellini. In via Italica, davanti al Ravasco, è stato notato su una panchina un pacco sospetto, poco dopo le 8.30, e solo in un secondo momento – dopo l’intervento degli artificieri – si è rivelato non pericoloso. Ma il ritrovamento ha comunque fatto scattare la procedura prevista in questi casi, con la chiusura della strada e la messa in sicurezza di chi si trovava in quella zona, in via cautelativa.
Gli alunni, grandi e piccoli, delle tre scuole, sono stati spostati nei punti più lontani dalla strada, alle spalle degli edifici scolastici, per evitare che corressero pericoli, e intanto in via Italica si sono concentrati in pochi minuti carabinieri, polizia, vigili del fuoco e ambulanze inviate dal 118. Gli artificieri dei carabinieri di Chieti si sono occupati di recuperare, maneggiare e far brillare il pacco. E solo alle 11 l’allarme è completamente rientrato e la situazione è tornata alla normalità anche per il traffico ma nel frattempo erano passate oltre due ore.
A notare quella scatola, chiusa con un fiocco, è stato un ausiliario del traffico che l’ha segnalato a una pattuglia in transito. Una volta ricevuto l’input, la macchina per fronteggiare la potenziale bomba si è messa in moto, come accade sempre in questi casi, e i carabinieri di Pescara, coordinati sul posto dal colonnello Gaetano La Rocca, hanno coordinato l’intervento. Sul pacco, si è saputo dopo, c’era scritto sopra “batterie” e in effetti all’interno c’erano proprio delle batterie di vario genere, alle stilo a quelle a bottone, vecchie e nuove (ancora nella confezione), e poi un cellulare, un vecchio modello. Nessun potenziale offensivo, è stato chiarito, ma sono subito partiti gli accertamenti per capire come sia finito quel pacco sulla panchina. Delle indicazioni potrebbero arrivare da chi vive o lavora in via Italica ma anche dalle telecamere della zona.
Non è escluso che il pacco fosse destinato a finire tra i rifiuti, ma se così fosse il proprietario di quel materiale si sarebbe dovuto preoccuparlo di conferirlo negli appositi contenitori.
Molti hanno pensato subito che potesse trattarsi solo di uno scherzo, magari senza immaginare che in questi casi vengono attivate delle procedure particolari, con la mobilitazione di un gran numero di uomini delle forze dell’ordine e dei soccorsi. In questo caso il disagio è stato enorme perché ha coinvolto tre scuole proprio nel momento in cui stava prendendo il via la giornata di lezioni per molti alunni, con una certa preoccupazione da parte dei genitori.
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